derbyderbyderby calcio estero Bosnia-Italia, parla il raccattapalle: “Donnarumma era troppo furioso per parare i rigori”
Il racconto

Bosnia-Italia, parla il raccattapalle: “Donnarumma era troppo furioso per parare i rigori”

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi
La schietta verità di uno dei 'protagonisti' inattesi del match
00:10 min

Ha 14 anni e, nel giro di pochi minuti, è diventato protagonista inatteso di una delle storie più curiose legate alle qualificazioni mondiali. Afan Cizmic, giovane raccattapallebosniaco, ha rubato il foglietto con le indicazioni sui rigori a Donnarumma, contribuendo - indirettamente - alla vittoria della Bosnia nella sfida decisiva contro l'Italia. Un gesto istintivo, nato senza calcoli, che ha acceso polemiche e attirato l’attenzione internazionale. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il ragazzo ha raccontato quei momenti concitati, spiegando di aver agito senza pensare alle conseguenze. Intanto, sul campo, la tensione era altissima e il portiere azzurro, sorpreso dall’accaduto, ha reagito con nervosismo, perdendo lucidità nel momento più delicato della partita.

Bosnia-Italia, il raccattapalle racconta: "Ho agito senza pensare" e Donnarumma perde la calma

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Nel racconto del giovane, tutto nasce da un’intuizione improvvisa: dopo il primo rigore, Cizmic nota il foglietto di Donnarumma e decide di prenderlo senza riflettere troppo su ciò che sarebbe accaduto. Un gesto che ha avuto conseguenze immediate, soprattutto sulla reazione del portiere italiano. "Ha iniziato a urlare contro uno steward, pensava fosse stato lui", ha spiegato, aggiungendo che l’estremo difensore ha poi tentato di sottrarre il foglio anche al portiere bosniaco, costringendo l’arbitro a intervenire per calmare la situazione. Secondo il ragazzo, proprio quel nervosismo avrebbe inciso sulla concentrazione di Donnarumma durante la serie dal dischetto.

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Cizmic, però, ridimensiona l’accaduto e respinge le critiche: "Sono un ragazzo che segue le regole, mi dispiace essere stato giudicato. È stata solo una cosa di campo". Nessun confronto diretto con il portiere azzurro dopo il match, anche perché il clima era rimasto teso tra giocatori e tifosi a Zenica. Nonostante tutto, il giovane guarda avanti: "Spero non sia arrabbiato con me. Il calcio è anche questo". E mentre la sua storia fa il giro dei media, lui resta ancorato al suo sogno più grande: un giorno indossare la maglia della nazionale bosniaca.