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Camp Nou, Laporta alza la voce: “Deluso dal ritardo per la licenza del Gol Nord”

Danilo Loda
Danilo Loda
Il presidente esprime apertamente la sua frustrazione per i permessi mancanti per completare i lavori. Nonostante gli intoppi burocratici, il club conferma il piano record per avere il nuovo stadio nel 2026.
00:33 min

Joan Laporta rompe il silenzio sulla ristrutturazione del Camp Nou e non usa giri di parole. Il presidente del Barcellona ha espresso tutto il suo disappunto durante una lunga intervista ai canali ufficiali del club. Al centro della polemica c’è il ritardo nell'ottenimento della licenza per la Tribuna Nord (Gol Nord), un permesso fondamentale per procedere con il piano di costruzione definitivo. Laporta ha dichiarato testualmente: "Sono deluso perché dovremmo già avere la licenza. Tuttavia, la avremo presto".

Lo stallo burocratico che frena i tifosi

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Il club blaugrana attende ancora l’autorizzazione per attivare la fase 1C del progetto. Questo documento permetterebbe di aprire ufficialmente il settore Gol Nord e la Tribuna Tifosi, aree che gli operai hanno già completato.

Il Barcellona ha segnato sul calendario la data del 22 febbraio 2026. In quel giorno, la società punta ad aumentare la capienza dello stadio fino a 62.657 spettatori. Il presidente ha sottolineato che il Comune e il sindaco condividono l'impegno verso l'opera, ma l'iter amministrativo richiede purtroppo più tempo del previsto. Il presidente considera questo passaggio vitale per il futuro del club, specialmente per ospitare grandi eventi internazionali.

Laporta: obiettivo finale di Champions e Mondiali per il nuovo Camp Nou

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Laporta ha sottolineato l'importanza di completare l'intero complesso urbano dell'Espai Barça. Vede lo stadio come una vetrina fondamentale per il calcio globale. "Se vogliamo ospitare una finale di Champions League o di Coppa del Mondo, tutto questo dovrà essere completato", ha avvertito il presidente. Il numero 1 del club ha sottolineato che il sindaco e il Consiglio Comunale collaborano attivamente per velocizzare l'iter amministrativo.

Il presidente del Barcellona ha voluto anche trasmettere un messaggio di calma e ottimismo ai soci. Egli ha ammesso che il progetto risulta molto complesso per la sua natura. La dirigenza ha infatti dovuto aggiornare il piano originale per renderlo fattibile e moderno. Ma Laporta ha assicurato: "Nonostante gli ostacoli, le cose stanno procedendo bene. L'impresa Limak sta lavorando con grande intensità per rispettare ogni scadenza".

Le scadenze e l'addio definitivo a Montjuïc

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Il piano di costruzione prevede tappe molto serrate per i prossimi due anni. Laporta assicura che lo stadio sarà praticamente terminato entro dicembre 2026. L'ultimo grande elemento architettonico, il tetto, troverà compimento nel corso del 2027. Questa fase finale richiederà circa quattro mesi di lavoro specifico sulla copertura.

Il presidente ha inoltre spento ogni voce su un possibile ritorno temporaneo allo stadio di Montjuïc. "Non abbiamo intenzione di tornare, ha chiarito Laporta, possiamo coordinare i lavori con le partite di campionato e Champions League". I tifosi blaugrana possono dunque restare calmi: il Barcellona giocherà sempre nella sua casa storica mentre gli operai completano i lavori.