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Champions, Alvarez supera Aguero e Messi: il dato sorprendente

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi
L'attaccante argentino dell'Atletico, con il gol contro il Brugge, ha conquistato un nuovo primato
00:27 min

Julian Alvarezha superato Messi e Aguero. No, non è uno scherzo. L'attaccante dell'Atletico Madrid, con il gol su rigore contro il Brugge, è diventato il più giovane marcatore argentino a segnare ben 20 reti nel minor numero di partite in Champions League. L'ex Manchester City ci ha impiegato solamente 35 partite, a differenza del fenomeno dell'Inter Miami e del Kun. Alvarez è la punta di diamante dei colchoneros ed è già arrivato a quota 12 in solo 18 gare: numeri che lo portano ad essere la stella e il porto sicuro della squadra guidata da Simeone. Ora l'obiettivo è quello di riportare all'Atletico un trofeo, che sia la Coppa del Re oppure la Champions League.

Alvarez meglio di Messi e Aguero

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Due leggende del calcio argentino messe a confronto con chi, passo dopo passo, si sta costruendo le spalle larghe per reggere il paragone. Julian Alvarez non ha bisogno di presentazioni: una Coppa del Mondo in bacheca e una Champions League conquistata nel 2023 con il Manchester City. Eppure, la voglia di essere protagonista assoluto lo ha spinto lontano dall’ombra dei Citizens. La scelta dell’Atletico Madrid si è rivelata tutt’altro che azzardata. In poco tempo Alvarez si è preso la scena al Metropolitano, conquistando tifosi e addetti ai lavori. Determinazione, fame e continuità: qualità che lo stanno accompagnando verso una nuova dimensione, quella dei grandi.

Il gol segnato ieri sera contro il Brugge gli ha regalato un dato significativo: nessun altro argentino aveva fatto meglio in quella particolare statistica in Champions. È vero, la rete non è bastata a regalare la vittoria alla squadra di Simeone, ma ancora una volta l’impronta di Alvarez è stata evidente, decisiva nell’economia della partita. Il percorso è ancora lungo per essere accostato definitivamente a nomi come Messi e Aguero, ma una cosa è certa: Alvarez non vuole vivere di paragoni. Vuole scrivere la sua storia. E, numeri alla mano, sta già iniziando a farlo