In un'intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante uruguaiano Dario Silva (53 anni) è tornato a parlare del dramma che ha segnato la sua vita. Protagonista di una solida carriera europea tra Cagliari, Málaga e Siviglia, oltre che colonna della nazionale con 14 gol in 49 presenze, Silva ha visto il suo destino cambiare radicalmente nel 2006, poco dopo il ritiro dal calcio, a causa di un terribile incidente stradale.
L'intervista
Darío Silva ripercorre il suo incidente in auto: “In quel momento volevo morire”


Dario Silva dopo la perdita della gamba: "La mia famiglia mi ha dato la forza"
—L'incidente avvenne per una tragica distrazione: nel tentativo di recuperare del cibo caduto sui pedali, Silva perse il controllo del suo furgone. "Ho colpito uno spartitraffico e le gambe sono rimaste intrappolate. Dopo il coma, ho scoperto che avevano dovuto amputare la gamba destra", ricorda con dolore.
Il trauma psicologico fu inizialmente insuperabile: "In quel momento volevo morire, ma la sofferenza della mia famiglia mi ha dato la spinta per reagire". Il segreto del suo dolore è rimasto tale per anni, tanto che il figlio maggiore ha scoperto la dinamica dell'incidente solo a 18 anni tramite internet. La rinascita è iniziata mesi dopo in Italia, con l'applicazione di una protesi.
Clicca sull’immagine qui sotto per accedere al palinsesto live e scoprire tutti gli eventi di BET365
Una nuova vita dopo la disgrazia
—Nonostante l'invalidità, Silva ha trasformato la tragedia in una lezione di resilienza. Già ritirato dal calcio professionistico al momento dello schianto, ha riversato il suo spirito combattivo in nuove sfide: nel 2009 è tornato in campo per beneficenza e nel 2012 ha persino tentato la qualificazione alle Paralimpiadi di Londra nel canottaggio.

Nonostante l'invalidità, Silva ha trasformato la tragedia in una lezione di resilienza. Già ritirato dal calcio professionistico al momento dello schianto, ha riversato il suo spirito combattivo in nuove sfide: nel 2009 è tornato in campo per beneficenza e nel 2012 ha persino tentato la qualificazione alle Paralimpiadi di Londra nel canottaggio.
"Anche senza una gamba si può essere felici", conclude Silva. Oggi lo sport resta centrale nella sua quotidianità tra bicicletta e nuove attività, dimostrando che la vera forza non risiede nell'integrità fisica, ma nella capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.derbyderbyderby.it/assets/uploads/202505/f24e115f7da1435f0f048bc9ef95081d.jpg)
