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Terminata la pausa per le Nazionali per le leghe europee è tempo di ripartire per il rush finale. Ma non proprio per tutti. In Inghilterra questo fine settimana andranno in scena i quarti di finale della FA Cup. Tra le sfide in programma spicca il big match dell'Etihad Stadium tra Manchester City-Liverpool. Questa competizione non ha certo bisogno di presentazioni anche perché trasmette nel mondo del calcio un'aura speciale come poche. O come nessuna.
Dopo la pausa per le Nazionali per le leghe europee è tempo di ripartire. In Inghilterra, però, non ci sarà solo la Premier League ma andrà in scena anche la ormai storica FA Cup, arrivata ai quarti di finale. Tra le sfide in programma spicca Manchester City-Liverpool, in programma all'Etihad Stadium sabato alle 13:45. Citizens a caccia della loro quarta finale consecutiva, Reds con invece l'ambizione di staccare sia Chelsea che Tottenham per diventare la terza squadra più vincente nella storia della competizione.
Quando si parla di FA Cup non si parla solo di una semplice competizione, ma di una storia che unisce sport e intrattenimento. Come del resto lo è il calcio inglese in generale. Ma la qualità particolare di questo torneo è quello di coinvolgere davvero tutti, non importante in quale categoria si giochi o quanto noto sia il club. Chiunque ha la possibilità di entrare nella storia grazie alla FA Cup. Basti pensare che uno dei quarti di finale vede il Chelsea ospitare il Port Vale Football Club, squadra militante nella terza divisione inglese.
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Questo è dunque il bello di questa competizione: la formula. Una formula che è sempre stata un motivo del grande successo della manifestazione più antica del mondo. Perché al via ci sono oltre 600 squadre, rappresentative dell’intera nazione, un numero che è cresciuto in modo esponenziale nel corso degli anni. In questo modo anche i comuni più piccoli possono ambire a risultati di prestigio e nel corso della storia non sono mancati quelli che da queste parti chiamano i “Giants Killer”, quando Davide sconfigge Golia contro ogni pronostico.
Non mancano inoltre occasioni in cui i Club sfruttano la finestra del trofeo per dare continuo vigore al proprio impegno per la sostenibilità, tema che a quelle latitudini è cosa serissima. Per citare qualche esempio, l’Arsenal ha più volte rilanciato uno dei suoi progetti bandiera, il “No More Red”, mirante a contrastare la violenza giovanile. Stesso discorso vale per le storiche rivali Newcastle-Sunderland, con la loro iniziativa Newcastle Foundation e Foundation of Light. Anche il Crystal Palace, con la sua Palace For Life Foundation, ha dato il suo sostegno a progetti relativi all'organizzazione sociale.
La FA Cup offre esattamente questo: non solo un evento, ma una struttura della memoria. La FA Cup non è solo una competizione. È un artefatto culturale che parla di classi sociali, territori, identità, il cui valore non sta negli sponsor, ma nella capacità di trasmettere autenticità, dramma, tradizione ad un pubblico sempre più abituato ad un calcio “contenuto”. In un’epoca in cui lo sport è ormai diventato uno strumento di narrazione nazionale, l’Inghilterra ha qualcosa di molto più raro: una tradizione calcistica con profondità emotiva reale.
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