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Insulti razzisti al Cornellá, la Fifa apre un’indagine contro la Federazione spagnola

Vincenzo Di Chio
Vincenzo Di Chio
Interviene la Fifa: dopo quanto accaduto durante Spagna-Egitto, è stata aperta un'indagine contro la Federazione spagnola
00:15 min

Una serata che doveva essere semplicemente un partita amichevole si è trasformata in un caso vero e proprio che coinvolge le istiuzioni politiche e sportive. Quanto accaduto sugli spalti durante la sfida tra Spagna e Egitto, A Cornellà, ha riacceso un lungo dibattito sul razzismo e rispetto nel mondo del calcio.

Questa spiacevole situazione ha portato la Fifa ad avviare dei procedimenti disciplinari nei confronti di una parte del pubblico. L'episodio ha suscitato varie reazioni, non solo nel mondo dello sport, evidenziando ancora una volta quanto il tema della discriminazione sia resti attuale.

Cori offensivi durante il match

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Durante la partita disputata al RCDE Stadium, l'atmosfera iniziale è stata subito cancellata dopo il fischio d'inizio. Da una fetta di pubblico è partito un coro decisamente offensivo che, nel giro di poco tempo, è stato ripreso da gran parte dei sostenitori :"Chi non salta è Musulmano". Nel tentativo di riportare la situazione sotto controllo, durante l'intervello è stato diffuso un messaggio sul maxischermo che richiamava al rispetto e ricordava le norme contro determinati comportamenti. Alla ripresa della gara, quando i cori sono ricominciati, una parte del pubblico ha reagito con fischi di disapprovazione. Anche dall'alto della Federazione Spagnola sono intervenuti sostenendo che avrebbero condannato e punito qualsiasi atto di violenza morale e razzismo negli stadi.

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La reazione e la presa di posizione di Yamal sugli episodi di razzismo

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Oltre ai cori, la gara è stata caratterizzata da altri episodi negativi, come i fischi all'inizio dell'inno nazionale dell'Egitto e alcune critiche rivolte al presidente della Federazione Spagnola, Pedro Sanchez. La situazione ora è in mano alle autorità e il caso verra trasmesso alla Procura Federale.

L'episodio ha scaturito molteplici reazioni: politici, comunità islamiche e diversi calciatori hanno espresso il loro dissapunto al riguardo. Tra questi anche il giovane Lamine Yamal, che attraverso un posto social ha evidenziato tutta la sua delusione: "Io sono mulsulmano. Ieri allo stadio si sono sentiti diversi cori, so che non erano rivolti a me ma alla squadra avversaria. Ma come persona musulmana resta comunque una mancanza di rispetto e una cosa inaccettabile: usare una religione come motivo di sfottò in una partita di calcio vi rende solo persone ignoranti e razziste". 

In questo contesto, la FIFA ha deciso di intervenire duramente aprendo un procedimento disciplinare nei confronti della Spagna, ribadendo la volontà di contrastare questi fenomeni di razzismo che spesso accadono sugli spalti dei campi da calcio.