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Jerome Boateng guida con la patente sospesa: rischierebbe fino a un anno di carcere

Francesco Lovino
Francesco Lovino Redattore 
Jerome Boateng è stato scovato alla guida lo scorso novembre nonostante un mese prima gli fosse stata sospesa la patente. Un altro capo di imputazione lo vede coinvolto, dopo le violenze domestiche all'ex compagna.
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Jerome Boateng rischia il carcere in Germania. Questo è lo scoop lanciato dalla Bild che sta circolando nelle ultime ore e che coinvolge lo storico ex difensore centrale. Dopo aver annunciato il suo ritiro dal calcio nel settembre 2025, il classe 1988 sta vivendo alcuni mesi piuttosto turbolenti a causa di un episodio infelice avvenuto sulla strada.

Jerome Boateng: carcere o multa? La situazione

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Lo scorso ottobre, a distanza di pochissime settimane dal ritiro, Jerome Boateng per alcune violazioni del codice stradale si vide sospendere la patente. Nonostante questo provvedimento nei suoi confronti, il trentasettenne, il mese successivo, è stato colto in flagrante alla guida. Trattasi di un chiaro caso di recidiva che potrebbe costare caro al tedesco di origini ghanesi.

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Le leggi che vigono in Germania, infatti, non ammettono repliche. Boateng si dovrà ripresentare in tribunale e provare a chiarire i motivi per cui fosse nuovamente al volante della sua auto, con la patente sospesa. Date le circostanze, rischierebbe fino a un anno di carcere. Nel caso in cui ci si limitasse ad una multa, invece, sarebbe senza dubbio molto salata. Da non escludere, infine, l'ipotesi di revoca definitiva della patente.

Boateng, non è la prima volta

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Per Jerome Boateng non è la prima volta che si trova a fronteggiare un caso spinoso a livello giuridico. Nel 2021, infatti, fu protagonista di un'altra querelle giudiziaria assieme alla sua ex compagna. Quest'ultima, infatti, lo citò in giudizio per presunte violenze domestiche subite, con percosse e aggressione. La causa si concluse con il versamento di 1,8 mln di euro alla vittima.

Il calciatore tedesco fu al centro di un'indagine anche nel 2021, dopo la morte di un'altra sua ex fidanzata, la modella e influencer Kasia Lenhardt, che fu trovata senza vita nella sua camera. La Procura aprì un'inchiesta nei suoi confronti per presunti maltrattamenti, violenze e lesioni personali, fino a far decadere le accuse per mancanza di prove.