Era la stagione 2013-2014 e José Mourinho allenava il Chelsea. I blues, dopo l'Europa League vinta con Benitez, si sono affidati al portoghese per essere competitivi in Premier (che vinceranno l'anno successivo) e stabilizzarsi nei posti alti europei. Solo 2 anni prima infatti, la squadra di Londra alzava un'inaspettata Champions League con Di Matteo. La squadra è piena di grandi giocatori, Hazard su tutti e tra estate e inverno sono arrivati Willian, Eto'o, Matic, Schürrle e Salah.
STATISTICHE
José Mourinho e l’allergia alla fase a eliminazione diretta: dal 2014 non vince negli ottavi di Champions

LISBONA, PORTOGALLO - 28 GENNAIO: Jose Mourinho, allenatore della SL Benfica, reagisce durante la partita MD8 della fase di lega della UEFA Champions League 2025/26 tra la SL Benfica e il Real Madrid C.F. all'Estadio Da Luz il 28 gennaio 2026 a Lisbona, Portogallo. (Foto di Jose Manuel Alvarez Rey/Getty Images)

In Premier il Chelsea arriva terzo mentre in Champions arriva ad un passo dalla finale, fermato solo dall'Atletico Madrid di Simeone. Eppure questo percorso europeo rimane importante per Mourinho. Il 2-0 nei quarti di finale contro il PSG dell' 8 aprile 2014, a firma di Schürrle e Demba Ba, è valido per l'accesso dei blues alla semifinale. Questa data è particolarmente rilevante perché rimarrà l'ultima partita vinta dal portoghese nella fase ad eliminazione diretta di Champions League.

La maledizione di José Mourinho
—Lo special one da quel giorno continuerà a vincere in campo europeo (1 Conference con la Roma e 1 EL con lo United), ma non nella massima competizione. Manchester United, Tottenham, Fenerbahce (playoff) e Benfica. Con ognuna di queste squadre José Mourinho non è riuscito a sfatare il tabù. Con i red devils nella stagione '17-18 è uscito agli ottavi di finale per mano di Ben Yedder e del Siviglia capitanato da Vincenzo Montella. Nella stagione successiva è stato esonerato a dicembre, prima di giocare la fase finale del torneo.
Con l'altro club inglese Mou ha incredibilmente perso agli ottavi per un netto 4-0 complessivo inflitto dal RB Lipsia. Werner, Sabitzer (due reti) e Forsberg hanno condannato il portoghese ad una sconfitta intergenerazionale con Julian Nagelsmann. Un segno dei tempi che stavano iniziando a cambiare. Se col Fener non è neanche riuscito ad accedere alla fase del girone unico, migrando in Europa League, col Benfica sembrava aver ritrovato quel pizzico di misticismo ormai superato.
Un sortilegio il gol a tempo scaduto di Trubin (4-2) che ha permesso al Benfica di rientrare nella zona playoff, proprio contro quel Real Madrid che ritroverà nella fase finale. Con le aquile José Mourinho (al posto di Bruno Lage) ha compiuto un piccolo miracolo nel trascinare i suoi fra i primi 24. Tuttavia, sembrava difficile poter ripetere quella straordinaria partita durante i playoff. Vinicius segna all'andata e al ritorno, Tchouameni mette la firma nel secondo match e la rete di Rafa Silva diventa così inutile. 3-1 totale e José Mourinho si trova a salutare ancora una volta la competizione senza vincere nella fase ad eliminazione diretta. Chissà se lo special one avrà ancora le forze per provarci l'anno prossimo, il gol di Trubin lascia buone speranze per poter apprezzare la magia di Mou ancora per un anno...
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