derbyderbyderby calcio estero La provocazione a Neymar: “Se ballasse meno potrebbe pensare al Mondiale”

IL CASO BRASILIANO

La provocazione a Neymar: “Se ballasse meno potrebbe pensare al Mondiale”

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La star del Santos tiene tutti col fiato sospeso, il Mondiale è il suo grande obiettivo
Michele Massa
Michele Massa

In Brasile si pensa al Mondiale negli USA in programma la prossima estate. A tenere banco però è la questione legata alla possibile convocazione di Neymar. Tutti ne parlano, tutti dicono la propria. C'è chi va per il sottile, c'è invece chi spera nel ritorno di O'Ney nella selezione verdeoro. C'è chi invece lo stuzzica, tra questi Mano Menezes, ex guida proprio della nazionale brasiliana che sul tema non si è risparmiato.

Neymar "ballerino" e quelle dichiarazioni che sanno di frecciatina

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Come riporta il quotidiano A Bola, il tecnico brasiliano ha parlato della sua esperienza con la selezione verdeoro, ritornando sul periodo in cui ha visto Neymarsbocciare ma non solo. Evidenziando come molti di quei giovani siano poi approdati nella nazionale maggiore e tutt'oggi sono delle vere e proprie bandiere:

IL COMMENTO DI MENEZES - “Ero ad Arequipa per il Sudamericano Under 20 del 2011, seguendo la squadra brasiliana. Sei mesi dopo quel torneo avevamo sei o sette giocatori già in nazionale maggiore. La riforma fu così significativa che ancora oggi, al prossimo Mondiale, ci saranno giocatori usciti da quel torneo del 2011: Danilo, Alex Sandro, Casemiro e Neymar… Se lui riesce a gestire meglio le energie e smettere di ballare un po’, potremo averlo al Mondiale”.

Neymar

L'allenatore ha scherzato sul famoso talento e stile di gioco di Neymar, sottolineando però la necessità di gestire meglio le energie per competere ai massimi livelli. Un consiglio quasi "paterno", quello di Menezes che ha molto a cuore il calciatore brasiliano. La questione dunque tiene col fiato sospeso tutti in Brasile. Ancelotti nel mentre continua a pensarci e ad ogni domanda scarica ogni responsabilità sulle prestazioni del calciatore, un discorso di meritocrazia, quello che il tecnico italiano vuole inserire nella testa dei tanti fans del giocatore.