In Brasile si pensa al Mondiale negli USA in programma la prossima estate. A tenere banco però è la questione legata alla possibile convocazione di Neymar. Tutti ne parlano, tutti dicono la propria. C'è chi va per il sottile, c'è invece chi spera nel ritorno di O'Ney nella selezione verdeoro. C'è chi invece lo stuzzica, tra questi Mano Menezes, ex guida proprio della nazionale brasiliana che sul tema non si è risparmiato.
IL CASO BRASILIANO
La provocazione a Neymar: “Se ballasse meno potrebbe pensare al Mondiale”

SANTOS, BRAZIL - FEBRUARY 19:Neymar of Santos celebrates the second goal of his team scored by Tiquinho Soares during a Campeonato Paulista 2025 match between Santos and Noroeste at Urbano Caldeira Stadium (Vila Belmiro) on February 19, 2025 in Santos, Brazil. (Photo by Alexandre Schneider/Getty Images)

Neymar "ballerino" e quelle dichiarazioni che sanno di frecciatina
—Come riporta il quotidiano A Bola, il tecnico brasiliano ha parlato della sua esperienza con la selezione verdeoro, ritornando sul periodo in cui ha visto Neymarsbocciare ma non solo. Evidenziando come molti di quei giovani siano poi approdati nella nazionale maggiore e tutt'oggi sono delle vere e proprie bandiere:
IL COMMENTO DI MENEZES - “Ero ad Arequipa per il Sudamericano Under 20 del 2011, seguendo la squadra brasiliana. Sei mesi dopo quel torneo avevamo sei o sette giocatori già in nazionale maggiore. La riforma fu così significativa che ancora oggi, al prossimo Mondiale, ci saranno giocatori usciti da quel torneo del 2011: Danilo, Alex Sandro, Casemiro e Neymar… Se lui riesce a gestire meglio le energie e smettere di ballare un po’, potremo averlo al Mondiale”.

L'allenatore ha scherzato sul famoso talento e stile di gioco di Neymar, sottolineando però la necessità di gestire meglio le energie per competere ai massimi livelli. Un consiglio quasi "paterno", quello di Menezes che ha molto a cuore il calciatore brasiliano. La questione dunque tiene col fiato sospeso tutti in Brasile. Ancelotti nel mentre continua a pensarci e ad ogni domanda scarica ogni responsabilità sulle prestazioni del calciatore, un discorso di meritocrazia, quello che il tecnico italiano vuole inserire nella testa dei tanti fans del giocatore.
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