L'Iran potrebbe non partecipare al prossimo Mondiale. All'inizio della competizione, che si gioca in USA, Messico e Canada, manca poco più di un centinaio di giorni. I bombardamenti di USA e Israele e la risposta iraniana contro i paesi del Golfo hanno messo a serio rischio la partecipazione della nazionale iraniana al torneo. Al momento non è chiaro se, in effetti, l'Iran parteciperà o meno, come non è chiaro quale squadra lo sostituirebbe. Ma quali furono i boicottaggi del passato? Ci sono stati? Scopriamolo insieme.
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L’Iran non va al Mondiale? Ecco i boicottaggi dal 1934 al 2022

BRASILIA, BRAZIL - FEBRUARY 26: View of the World Cup trophy, as part of the FIFA Trophy Tour at Planalto Palace on February 26, 2026 in Brasilia, Brazil. The tour makes 75 stops in over 150 day and after stopping in São Paulo and Rio de Janeiro, it arrived at the Planalto Palace, where the 2027 Women's World Cup Trophy will also be presented. The 2026 FIFA World Cup will be held in Canada, Mexico, and the United States. (Photo by Ton Molina/Getty Images)


L'Iran non va al Mondiale?
—Le notizie si rincorrono e ora dopo ora appare sempre più chiaro che l'Iran potrebbe non prendere parte al Mondiale 2026. Lo ha confermato il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj: «Quello che è certo è che dopo questo attacco non possiamo aspettarci di guardare con fiducia e speranza alla Coppa del Mondo». Non sarebbe la prima volta che una nazionale decide di boicottare o di non partecipare alla competizione più importante di tutte. Ecco i precedenti.
I boicottaggi dal 1934 al Mondiale 2022
L'Uruguay campione nel 1934
—L'Uruguay, campione del mondo nel 1930, rifiutò di partecipare alla seconda edizione del torneo (quella del 1930 che si giocò nel paese sudamericano fu la prima). L'edizione del 1934 fu ospitata e vinta dall'Italia. La squadra sudamericana decise di non venire in Europa perché quattro anni prima proprio l'Italia e altre nazioni europee rifiutarono di andare in Sudamerica per giocare.

L'esclusione dell'Austria nel 1938
—Più che un boicottaggio fu una esclusione. La nazionale austriaca, addirittura una delle favorite nel torneo poi vinto dall'Italia, fu esclusa per via dell'annessione del paese alla Germania di Hitler. Alcuni giocatori si unirono alla compagine tedesca ma non il capitano e campione Matthias Sindelar morto poi nel 1939 in circostanze mai del tutto chiarite.
Il boicottaggio africano delle qualificazioni nel 1966
—Nel Mondiale del 1966, l'unico vinto dall'Inghilterra, mancano le nazioni dell'Africa fresche di decolonizzazione. Le squadre del continente nero, infatti, decisero di boicottare i turni e le partite di qualificazione al torneo perchè la FIFAaveva deciso di assegnare un posto unico alle confederazioni di Asia, Africa e Oceania.

L'URSS e la dittatura cilena
—Nel 1973 il legittimo governo socialista cileno, del presidente Salvador Allende, fu rovesciato da un colpo di stato guidato dal generale Augusto Pinochet. L'anno dopo, per protesta contro il golpe, l'URSS si rifiutò di giocare contro il Cile lo spareggio per la qualificazione al torneo del 1974. Ne nacque una situazione surreale: i giocatori cileni, infatti, scesero in campo e il capitano, Valdès, segnò una rete simbolica prima dell'interruzione e della vittoria concessa a tavolino.
Fino al Mondiale 2022
—Negli anni più recenti non si sono verificati casi di boicottaggio o di esclusione dalla Coppa del Mondo. Più frequenti sono stati, invece, casi di proteste di vario genere. Nel Mondiale in Qatar 2022, per esempio, diversi giocatori di varie squadre hanno inscenato delle proteste in campo riguardo a violazioni dei diritti umani della comunità LGBT.
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