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Non usa mezzi termini Luis Enrique. La sconfitta subita dal PSG contro lo Sporting Lisbona (2-1) allo stadio José Alvalade ha lasciato un sapore decisamente amaro nella bocca del tecnico asturiano. In una serata di Champions League che poteva e doveva sancire la supremazia tecnica dei parigini, il verdetto del campo si è rivelato diametralmente opposto a quanto mostrato dalle statistiche, scatenando l'ira dell'allenatore ai microfoni della stampa.
"M**da di calcio", ha sbottato Luis Enrique, una frase lapidaria che riassume perfettamente il suo stato d'animo. Il PSG, infatti, ha prodotto una prestazione che, sulla carta, avrebbe dovuto garantire una vittoria agevole. Con un possesso palla schiacciante (superiore al 70%) e quasi trenta tiri verso la porta avversaria, i campioni di Francia hanno assediato la metà campo portoghese per gran parte dei novanta minuti. Tuttavia, il calcio, nella sua crudele imprevedibilità, ha premiato il cinismo dello Sporting. La squadra di Lisbona, guidata da una doppietta dell'attaccante Luis Suárez — vecchia conoscenza del calcio francese per il suo passato all'Olympique Marsiglia — ha saputo soffrire e colpire nei momenti decisivi (al 74' e poi al 90'), trasformando la serata in un incubo per gli ospiti.
"Abbiamo perso semplicemente perché loro hanno segnato due gol e noi uno solo", ha analizzato Luis Enrique con un sorriso amaro, visibilmente frustrato dall'illogicità del risultato. "È stata la nostra miglior partita in trasferta della stagione. Sono orgoglioso dei miei giocatori; con questa mentalità andremo lontano. Ma oggi ho visto una sola squadra in campo. Siamo stati infinitamente superiori a un avversario che si è limitato a difendere molto bene". Per l'ex CT della Spagna, il risultato non è solo deludente, è un'offesa alla logica del gioco. "È così ingiusto che diventa difficile persino parlare di calcio in questo momento. Per me, questo è un calcio di m**da", ha ribadito, sottolineando come la qualità del gioco espresso non sia stata ripagata.
Non è la prima volta che le squadre di Luis Enrique si scontrano con il muro del realismo difensivo, ma la modalità di questa sconfitta, maturata nei minuti finali dopo un dominio territoriale assoluto, brucia particolarmente.
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