derbyderbyderby calcio estero Luis Enrique difende Diaz: “Brahim non un assassino, è un calciatore magnifico. Sbagliare è parte dello sport”

Coppa d'Africa

Luis Enrique difende Diaz: “Brahim non un assassino, è un calciatore magnifico. Sbagliare è parte dello sport”

Luis Enrique difende Diaz: “Brahim non un assassino, è un calciatore magnifico. Sbagliare è parte dello sport” - immagine 1
Il tecnico del PSG ha rilasciato parole di incoraggiamento per il centrocampista marocchino: "È un grande giocatore"
Mattia Celio
Mattia Celio Redattore 

Come accade durante un processo, la parola passa alla difesa. A quasi 48 ore dal fischio finale, Brahim Diaz è ancora sotto attacco dopo il suo fatale errore dal dischetto all'ultimo minuto di gioco. Il numero 10 del Marocco dovrà lavorare molto per superare questo momento e tornare a giocare come sa fare, nel frattempo però qualcuno è intervenuto in difesa del centrocampista del Real Madrid, ovvero il tecnico del PSG Luis Enrique.

Luis Enrique Psg Paris

Marocco, Luis Enrique elogia Brahim Diaz: "Non è né un assassino né una cattiva persona"

—  

Il Marocco è ancora scosso dalla sconfitta nella finale di Coppa d'Africa contro il Senegal. Primo tra tutti Brahim Diaz. Il numero 10 dei Leoni dell'Atlantico non ha ancora superato il trauma per quel rigore sbagliato all'ultimo minuto ma ora è chiamato a risollevarsi anche perché il Real Madrid conta sul suo prezioso aiuto nella lotta per la conquista de LaLiga. Non sarà facile ma dovrà sforzarsi.

L'ex Milan è stato pesantemente criticato dopo quell'errore dal dischetto. In un colpo tutto ciò che di buono aveva fatto per la Nazionale è stato cancellato da quel "cucchiaio". Un errore che, però, non cancella l'evidente potenziale del classe '99. Ne sa qualcosa Luis Enrique. Il tecnico del PSG è infatti intervenuto in difesa dell'ex rossonero: "È un giocatore magnifico, lo conosco, l'ho chiamato in nazionale spagnola" ha dichiarato l'ex allenatore delle Asturie.

Brahim Diaz, infatti, ha vestito anche la maglia spagnola prima di decidere di dedicare la sua carriera a quella del Marocco: "È un giocatore eccezionale, una persona molto buona. Capisco che sia difficile da accettare, è stato strano, ma è sport, nient'altro. Devi dimostrare che puoi vincere e perdere. Non è né un assassino né una cattiva persona".

Non è certo poi la prima volta che un giocatore si prende la responsabilità di fare il "cucchiaio" in una finale: "Ricordo Zinedine Zidane, il dio del calcio. Lo ha fatto nella finale di Coppa del Mondo. Anche Sergio Ramos, in una partita molto importante. Quando segni questo tipo di rigori, tutti applaudono. Ma quando fallisci, ci sono molti commenti negativi". Per Diaz ora è tempo di reagire.