ARABIA SAUDITA

Mondiale 2034, la Fifa dice no al monitoraggio sui diritti dei lavoratori in Arabia

Infantino, presidente FIFA
Infantino annuncia: "Non servono altri controlli sulle condizioni dei lavoratori in Arabia Saudita"
Enrico Pecci
Enrico Pecci Redattore 

La Fifa ha respinto la richiesta di monitoraggio sui diritti dei lavoratori migranti in Arabia Saudita nell’ambito dei lavori per la costruzione degli stadi e delle infrastrutture del Mondiale 2034. L’Organizzazione regionale africana della Confederazione sindacale internazionale (Ituc-Africa), che rappresenta oltre 18 milioni di lavoratori, aveva sollecitato la Fifa chiedendo di aumentare le protezioni concesse ai lavoratori. Infantino, però, dice no.

Mondiale 2034, Infantino: "Non servono altri controlli sulle condizioni dei lavoratori"

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Il Guardian ha pubblicato la sorprendente risposta della Fifa, tramite il suo presidente Gianni Infantino: "Imponiamo già all'Arabia Saudita di rispettare i rispettivi doveri e responsabilità secondo gli standard internazionali sui diritti umani in tutte le attività associate al torneo". L'Ituc-Africa aveva proposto alla Fifa una serie di interventi specifici, tra cui la possibilità per i controllori indipendenti di vigilare sulle condizioni dei lavoratori.

Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha invece risposto così: "Propongo di stabilire un sistema di welfare per i lavoratori per monitorare il rispetto degli standard sui diritti dei lavoratori per i lavoratori legati al torneo". Tuttavia, nel documento ufficiale non si parla mai di "sistema di welfare dei lavoratori", bensì di "gruppo di lavoro formato da un certo numero di dipartimenti governativi sauditi per definire una struttura di governance per supervisionare l’implementazione della strategia sui diritti umani". Ad oggi i lavoratori migranti presenti in Arabia Saudita sarebbero oltre 10 milioni. Grafstrom ha affermato che la Fifa si impegna "in modo costruttivo con le organizzazioni internazionali per i diritti dei lavoratori in vista della Coppa del Mondo del 2034".

Contestualmente, Amnesty International ed altre 20 organizzazioni hanno pubblicato una dichiarazione congiunta per condannare questa decisione, definendola "pericolosa" per i diritti umani. Tra i firmatari ci sono organizzazioni per i diritti umani della diaspora saudita, gruppi di lavoratori migranti da Nepal e Kenya, sindacati internazionali, rappresentanti dei tifosi ed organizzazioni globali per i diritti umani.

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Fifa ancora nel caos: la decisione sul Mondiale 2034 fa discutere

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Steve Cockburn, responsabile Diritti del lavoro e sport di Amnesty International, ha dichiarato: "La decisione sconsiderata della Fifa di assegnare i mondiali 2034 all’Arabia Saudita, senza garantire adeguate protezioni per i diritti umani, metterà molte vite a rischio. In base a evidenti prove, la Fifa sa che molti lavoratori verranno sfruttati e che alcuni di loro perderanno la vita se non verranno introdotte importanti riforme in Arabia Saudita. Tuttavia, la Federazione ha scelto di andare avanti lo stesso, rischiando di assumersi una pesante responsabilità per le violazioni dei diritti umani che ne deriveranno".

"In ogni fase del processo di candidatura, l’impegno della Fifa nei confronti del rispetto dei diritti umani si è rivelato una farsa. Allo stesso tempo, il continuo rifiuto di risarcire i lavoratori migranti sfruttati in Qatar non lascia alcuna fiducia che siano stati appresi insegnamenti dal passato. La Fifa deve urgentemente cambiare rotta e garantire che i mondiali in Arabia Saudita siano accompagnati da riforme importanti, oppure rischia di andare incontro a dieci anni di sfruttamento, discriminazione e repressione, legati al suo evento sportivo più importante", ha concluso Cockburn. Lo scorso 29 novembre Amnesty International ha definito la valutazione da parte della Fifa sulla candidatura dell’Arabia Saudita come "un'incredibile operazione di copertura", denunciando il mancato risarcimento dei lavoratori migranti già coinvolti nei mondiali del 2022 in Qatar. Fifa ancora nel caos.

 

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