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Un confronto che sulla carta doveva rappresentare soltanto un'occasione di festa per la tifoseria si è tramutato in una severa lezione di approccio mentale. Il Newcastle ha superato agilmente l'ostacolo Qarabag nei playoff di Champions League, travolgendo la formazione azera sotto una pioggia di gol. Un 9-3 complessivo risultato del 6-1 a Baku e del 3-2 a St. James' Park, che certifica un passaggio del turno mai messo in dubbio. Ciononostante, a rubare la scena nel post-gara non sono state le giocate di classe o il traguardo raggiunto, ma le sorprendenti e rigide dichiarazioni dell'allenatore Eddie Howe.
In un contesto in cui gran parte dei tecnici avrebbe speso fiumi di elogi per i propri calciatori dopo aver centrato un obiettivo così prestigioso (nonostante il divario con la squadra avversaria), il manager inglese ha spiazzato i giornalisti. Presentatosi in sala stampa con un volto tutt'altro che disteso, Howe ha criticato l'atteggiamento della sua formazione nel match di ritorno, evidenziando senza mezzi termini una "scarsa aggressività" e una mancanza di mordente dopo essersi trovati in doppio vantaggio in pochi minuti.
La disamina è stata inflessibile e ha messo in secondo piano il risultato totale: "Potevamo segnarne altri, non è stata una grande prestazione ieri ma va bene così", ha sentenziato la guida tecnica, rimarcando come la squadra abbia imperdonabilmente tirato i remi in barca. Secondo il suo punto di vista, il Newcastle si è specchiato troppo nella propria superiorità: anziché insistere e comandare il gioco, ha lasciato campo e ripartenze al Qarabag nel secondo tempo, evidenziando cali di attenzione e una gestione delle energie caotica che un club di prima fascia non deve concedersi.
Dietro a una ramanzina che potrebbe sembrare esagerata dopo una qualificazione europea blindata con ben 9 centri totali, si nasconde una chiara strategia psicologica e di gestione del gruppo. "Non abbiamo mostrato la grinta per fare altri gol, forse perchè siamo andati troppo presto in doppio vantaggio. La gara è diventata troppo di transizione e attesa nel secondo tempo, anche Woltemade ha avuto pochi palloni giocabili", prosegue Eddie Howe. Il tecnico sta provando a plasmare una rosa in grado di lottare con continuità contro l'élite calcistica, essendo ben consapevole che la linea di confine tra un'ottima compagine e una squadra vincente risiede nella cura maniacale dei dettagli. Il duro monito dell'allenatore invia un messaggio chiarissimo allo spogliatoio dei Magpies: l'abbondante divario di reti complessivo non deve in alcun caso nascondere le fragilità difensive o le pause mentali di una frazione di gioco. È la severa e inappellabile regola del calcio di vertice, dove la voglia di perfezionarsi non ammette accontentamenti.
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