Guardiola ospite da Fazio: “Ultimo anno a Manchester? Devo riflettere. Io in Italia? Con Baggio si…”
Pep Guardiola, allenatore del Manchester City (GettyImages)
Ieri serata di grandi protagonisti del calcio in quel di ‘Che tempo che fa’, programma storico condotto da Fabio Fazio e che ad oggi va in onda sul NOVE. Pep Guardiola è stato l’ospite di serata, acclamato da tutti ed atteso da...
Gennaro Di Finizio
Ieri serata di grandi protagonisti del calcio in quel di 'Che tempo che fa', programma storico condotto da Fabio Fazio e che ad oggi va in onda sul NOVE. Pep Guardiola è stato l'ospite di serata, acclamato da tutti ed atteso da tutti gli appassionati del calcio che sapevano della sua presenza in studio. Fazio ha voluto fare diverse domande a Pep, cercando di toccare sia temi attuali che quelli legati al passato, fatto anche di un trascorso in Italia con le maglie di Brescia e Roma.
Guardiola racconta gli inizi ed il periodo in Italia
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Fazio ha subito incalzato Guardiola portandolo all'inizio della sua carriera, quando alanciarlo è stato Johann Cruijff: "Nella vita bisogna incontrare le persone giuste al momento giusto. Io non immagino la mia vita calcistica senza di lui, senza quello che ho vissuto e imparato con lui", ha detto l'allenatore del Manchester City.
"A livello tattico mi ha insegnato tantissimo, ma soprattutto l'intuizione che, quando una cosa va male, poi ne arriva una buona. Era un genio, era unico. Tante volte le cose non andavano bene, noi dicevamo che dovevamo correre di più e lui ci diceva che avevamo corso troppo", le sue parole.
Poi un passaggio sulle sue conoscenze linguistiche legate all'italiano: "Mi ha aiutato tanto Francesco De Gregori, ho imparato ascoltando le sue canzoni. Non l'ho mai conosciuto, lo ascoltavo in macchina mentre andavo agli allenamenti a Brescia. Poi avevo un amico che chiamavo perché mi spiegasse i testi delle canzoni", la spiegazione di Guardiola.
Guardiola e Baggio, una grande amicizia
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In collegamento da casa è arrivato anche Roberto Baggio: i due sono legati da una profonda amicizia, come testimoniato dalle parole di entrambi. L'allenatore ci ha tenuto a specificare quanto ci tenga a Roberto e quanto sia legato al passato che li ha tenuti insieme ai tempi del Brescia.
"Se piango adesso mi dispiace. Io quando parlo di Baggio mi emoziono, l'ho conosciuto a fine carriera e aveva un ginocchio che sembrava una lavatrice", ha detto Guardiola.
"Non si poteva muovere ed era il più forte, non immagino nel suo momento migliore. Credo che abbia conquistato l'ammirazione di tutti, non solo per il giocatore ma per tutto il resto. In Italia non c'è un posto che non lo ama, è impossibile", le parole molto belle e commoventi di Pep rivolte al suo ex compagno di squadra.
Come si gestisce Messi? La spiegazione di Guardiola
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Pep è stato anche uno dei pochi fortunati ad avere la fortuna di allenare uno del calciatori più forti della storia recente, se non il più forte: Lionel Messi. Cosi l'allenatore ha risposto proprio sulla domanda più importante: come si fa a gestirlo?
"Bisogna conoscerlo. Per me è facile dire che è il giocatore più forte di tutti i tempi, ma le stelle si sono unite in quel momento. Il più forte? Forse è una mancanza di rispetto per Pelé e Maradona, però per me sì. Non ho mai visto uno così in allenamento, non si poteva immaginare che tenesse questa continuità per 15-20 anni", ha detto Guardiola.
Guaridola ed il passaggio sul futuro ed il Manchester City
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Fazio non poteva evitare la domanda sul futuro di Pep: resterà al Manchester City? L'allenatore si è esposto con l'onestà che lo contraddistingue da sempre, lasciando capire che niente è ancora deciso.
"Ultimo anno a Manchester? Non è vero, nel senso che devo riflettere. In Italia? Se Baggio mi accompagna come assistente, magari sì. Il Genoa è forte", ha detto Guardiola.
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