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Il Sunderlandha condannato con fermezza gli insulti razzisti rivolti all’attaccante Brian Brobbeydopo la vittoria per 1-0 in Premier League contro il Tottenham, sottolineando la crescente ondata di discriminazioni online che colpisce giocatori e club inglesi. Il club - come riporta BBC Sport - ha segnalato l’episodio alla Premier League, alle piattaforme social e alla polizia, chiedendo provvedimenti immediati contro i responsabili. Brobbey è l’ultimo di una serie di casi simili che hanno coinvolto anche altri compagni di squadra come Mundle e Geertruida nei mesi precedenti. Mentre le autorità britanniche intensificano le indagini sugli abusi digitali. La Premier League ha definito il fenomeno “disgustoso” e ha ribadito il proprio impegno a collaborare con club, forze dell’ordine e piattaforme per fermarlo senza esitazioni.
Il caso degli insulti razzisti rivolti a Brian Brobbey si inserisce in un quadro sempre più allarmante per il calcio inglese. Dove episodi di discriminazione online e negli stadi continuano a moltiplicarsi. Negli ultimi mesi diversi giocatori della Premier League sono stati bersaglio di attacchi razzisti, una situazione che ha spinto club e organizzazioni come Kick It Out a parlare apertamente di un fenomeno “ormai sistemico e sempre più difficile da controllare”. Il Sunderland ha ribadito il proprio pieno sostegno all’attaccante olandese. E ha chiesto “provvedimenti immediati e sanzioni severe” nei confronti dei responsabili, sottolineando come “il razzismo non abbia posto né nel calcio né nella società”.
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Anche la Premier League ha reagito con fermezza. Definendo gli episodi “disgustosi” e confermando una linea di “tolleranza zero”, attraverso la collaborazione con piattaforme digitali e forze dell’ordine per identificare e perseguire i colpevoli. Secondo le autorità e i gruppi antidiscriminazione, le segnalazioni di abusi online sarebbero aumentate in modo significativo nell’ultima stagione. Con una crescita che supera il 100% in alcuni rilevamenti. Un trend che riguarda non solo il calcio maschile, ma anche quello femminile, e che conferma un’emergenza sempre più diffusa nel panorama sportivo britannico. “Servono strumenti più efficaci e risposte più rapide”, è il monito che arriva dagli organismi di controllo, mentre si moltiplicano gli appelli per garantire un ambiente davvero sicuro dentro e fuori dal campo.
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