Il 22 febbraio 2026 non segnerà soltanto un momento storico per la cronaca nera internazionale, ma rischia di trasformarsi in uno snodo critico per l'organizzazione del Mondiale di calcio 2026. La morte di Rubén Nemesio Oseguera Cervantes, alias "El Mencho", il temuto leader del Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG), sta scatenando un'ondata di caos in Messico che preoccupa direttamente i vertici della FIFA e le federazioni calcistiche globali. I fatti di cronaca parlano chiaro: Oseguera è stato abbattuto in una massiccia operazione delle forze speciali dell'Esercito Messicano nel comune di Tapalpa, a Jalisco. Il blitz, nato da mesi di intelligence strategica in stretta collaborazione con gli Stati Uniti, è culminato in un violento scontro in cui hanno perso la vita altri sette narcotrafficanti. Seppur inizialmente catturato vivo, il boss è deceduto a causa delle ferite durante il delicato trasferimento aereo verso Città del Messico.
MONDIALE
Violenti scontri a Guadalajara per un blitz al narcotraffico: preoccupazione per il Mondiale

Infrastrutture paralizzate e città ospitanti a rischio
—A terrorizzare il comitato organizzatore locale non è solo l'evento in sé, ma la reazione del cartello. La violenta rappresaglia ha generato blocchi stradali, con veicoli dati alle fiamme, in ben 21 stati della Repubblica. Il vero campanello d'allarme per il Mondiale è l'epicentro di questa ondata criminale: Jalisco, Michoacán, Guanajuato e Nayarit.
La città di Guadalajara, sede dell'Estadio Akron, che ospiterà quattro partite del torneo, ha subìto la sospensione delle lezioni e, soprattutto, la cancellazione di decine di voli internazionali nel proprio aeroporto e in quello di Puerto Vallarta. Un blocco logistico del genere, se replicato a giugno, si tradurrebbe in un disastro per l'accoglienza di atleti e milioni di tifosi.
Mondiale, la reazione della FIFA
—Mentre la Casa Bianca ha celebrato l'operazione come un trionfo binazionale per la sicurezza, il mondo del calcio osserva con estrema preoccupazione. A pochi mesi dal fischio d'inizio del torneo, il timore degli analisti è che la caduta di Oseguera innescherà una sanguinosa e feroce lotta per la successione al vertice del CJNG. Questo vuoto di potere rischia di destabilizzare ulteriormente le piazze, compromettendo la sicurezza pubblica in hub cruciali per i Mondiali come Guadalajara, Città del Messico e Monterrey.

I paesi co-organizzatori e stati limitrofi come il Guatemala (che ha già rinforzato i confini per evitare l'effetto espansivo della violenza) sono in allerta massima. La palla passa ora alla FIFA e al governo messicano, chiamati urgentemente a blindare il Paese e a riscrivere i protocolli di sicurezza, per scongiurare l'incubo di dover riconsiderare, in extremis, l'assegnazione di alcune gare chiave.
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