Urbano Cairo parla a 360° della situazione Torino e Nazionale italiana
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Il presidente del Torino Urbano Cairo, durante un evento in Versilia, a margine dell'amichevole vinta contro il Burnley 1-0, ha rilasciato delle dichiarazioni inerenti la scelta di Roberto Mancini come CT della Nazionale italiana, il futuro del club granata e progetti futuri.
La scelta del CT
Cairo, come la maggioranza della Lega calcio, avrebbe optato per riportare sulla panchina Azzurra Antonio Conte, che tanto bene fece durante l'Europeo 2016. Invece, come ben sappiamo, Malagò ha deciso di dare una seconda chance a Roberto Mancini, scatenando diverse polemiche. Ecco le parole del numero uno del Toro: "Lo avrei scelto perché è necessario dare un impulso forte all’attività, in modo da partire subito bene. Conte lo stimo, aveva già fatto bene in Nazionale, una Nazionale che non era chissà cosa, specie in attacco. Era motivato, poteva essere l’uomo giusto. Vero, in Lega c’era una propensione per Conte CT, Malagò ha scelto diversamente".
Cairo, poi, è stato interpellato sull'argomento più caldo e dibattuto dell'ultima settimana, circa la volontà della FIFA di vendere parte delle quote a investitori privati, scatenando l'ira dell'UEFA, terminando con una retromarcia da parte di Infantino: "Infantino ha fatto alcune buone cose, come sviluppare la raccolta dei diritti tv del Mondiale e della Coppa del Mondo per club, altre onestamente non le ho capite. A partire dalla squalifica tolta a Balogun: il calcio deve essere intoccabile. E poi l’idea di vendere quote del Mondiale a investitori esterni, una decisione presa così, quasi dall’oggi al domani. No, le scelte vanno condivise senza seguire una politica personalistica".
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E sul futuro del Torino?
Spazio, ovviamente, al Torino in una stagione che sembra disporre di tutti i presupposti per cambiare il vento e l'andamento delle ultime, grigie, annate con la scelta di Ignazio Abate per la panchina: "Abate mi piace, è un allenatore con idee, voglia, ambizione e temperamento. Mi piace molto. Con lui, che ebbe Franco Baresi allenatore nella Primavera del Milan, abbiamo ricordato il grande uomo e grande campione che fu. Ignazio mi ha confermato che era una persona di poche parole, dava l’esempio con i fatti".
Infine, il numero uno del Toro si è soffermato sulla possibilità di cessione del club: "Ho preso il club dal fallimento e fatto cose buone e altre meno. Per quindici anni abbiamo vissuto prevalentemente nella parte sinistra della classifica e per due volte in Europa, ma capisco che la gente vuole qualcosa in più. Tutti viviamo di sogni, io per primo. Se c’è qualcuno che arriva, che è abbastanza ricco da poter mantenere la squadra, tifoso perché bisogna esserlo, sono disponibile a vendere. Ognuno sa quello che può fare: il Como in tre anni ha investito 400 milioni, io non li ho, devo essere crocefisso per questo? Non ho avuto per ora offerte scritte, quando arriveranno le valuterò. A malincuore ma non voglio tarpare le ali a nessuno: mi farò da parte e resterò il primo tifoso".
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