Davide Calabria racconta il suo legame con il Milan e il ruolo fondamentale della madre nella sua crescita da uomo e calciatore

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Davide Calabria si è lasciato andare ad un'intervista molto personale, profonda e carica di significato. L'ex capitano del Milan, ora al Panathinaikos, ha parlato ai microfoni di Sky Calcio Unplugged del suo rapporto con il club rossonero, del percorso umano vissuto nei suoi anni con la maglia del Diavolo e del ruolo fondamentale avuto dalla madre nella sua crescita personale e calcistica.

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Il complicato addio al Milan di Davide Calabria

Calabria ha ripercorso i suoi anni al Milan sottolineando quanto gli manchi vestire la maglia rossonera: "Il Milan è casa mia, ho trascorso una vita intera lì. Sono ancora un tifoso e mi manca spesso. Sono rimasto in contatto con molte persone che lavorano lì. Non ho voluto parlare prima del mio addio perché per me è stato un distacco doloroso e una ferita aperta. Lasciare Milano in quel modo mi ha segnato profondamente e me lo porterò sempre dentro; non volevo certamente andarmene così. È stato un fulmine a ciel sereno per tutti, me compreso. Ormai ho accettato la cosa, anche se non ero e non sono d'accordo con la gestione di quegli ultimi mesi. Però, è più il mio carattere: se vedo situazioni ingiuste o che non mi convincono, sento il dovere di segnalarlo. In quel periodo si sono creati dei malintesi all'interno di un'annata già di per sé complicata, in cui ho trovato meno spazio in campo. Venivamo da stagioni ricche di traguardi e quel campionato così deludente ha reso tutto più difficile. Se fossi rimasto con Maldini in dirigenza? Il pensiero nella mia testa dice di sì".

Davide Calabria
Davide Calabria con la maglia del Milan (Foto di Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Continuando, l'ex terzino del Milan ha dichiarato: "Il mio rimpianto è non aver potuto salutare San Siro come si deve e non aver concluso la stagione insieme ai miei compagni. Eravamo tutti dispiaciuti, dopotutto sono cresciuto insieme a loro in quel club. Mi è dispiaciuto anche per lo staff, l'addio finale è stato un bagno di lacrime. Quando ho capito che era finita? È successo tutto in fretta. Ma questo è il calcio: molto amore ma anche business. Era evidente che i vertici societari avessero intenzione di voltare pagina. Avevo capito che non c'era più posto per me nel futuro del club, complice anche l'episodio costato fin troppo caro con l'allenatore. Voltare pagina è stato un colpo duro, ma ho avuto la fortuna di approdare dopo in una realtà come Bologna. Mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno, circondato da un gruppo di lavoro fantastico. Nonostante la sofferenza, sono soddisfatto del cambiamento".

I sacrifici da giovane e il ringraziamento alla madre

Successivamente, il difensore del Panathinaikos ha raccontato i sacrifici ai tempi delle giovanili: "Abitavo in una zona tra Brescia e Bergamo, ma frequentavo le superiori a Brescia. La mia routine era: uscivo da scuola intorno alle 13:00, facevo un pranzo al volo in auto e mi dirigevo verso Bergamo. Da lì prendevo il pullman che mi portava al campo. Ricordo che dopo il primo anno ero stremato e volevo mollare tutto: la sveglia suonava alle 5:20 del mattino e tornavo a casa alle 20:00, una volta finiti gli allenamenti. Avevo quasi di andare a Brescia o a Bergamo per una questione di vicinanza. Poi, però, continuavo a pensare che ero al Milan, la mia squadra del cuore. Non è stato affatto semplice, anche perché inizialmente non trovavo molto spazio in campo. Già all'epoca i preparatori facevano molto caso alla struttura fisica e mi ritrovavo a competere con ragazzi che erano grandi il doppio di me. Fortunatamente, ero fisicamente e tatticamente superiore".

Infine, Davide Calabria ha ricordato il grande contributo della madre: "Per la strada che ho fatto fin qui devo ringraziare sicuramente mia madre. Senza di lei non avrei giocato un minuto in Serie A e, invece, grazie a lei ho indossato per 10 anni la maglia del Milan, la mia squadra del cuore. Nel momento in cui volevo smettere è stata mia madre a farmi riflettere. Che messaggio voglio mandarle? Lei già lo sa. Non sono molto espansivo o romantico ma lei già sa che le devo ogni cosa e che per lei ci sarò sempre. Tutto ciò che ho è merito suo".

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