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Il Como sbanca il Maradona ai calci di rigore e strappa il pass per accedere alle semifinali di Coppa Italia, dove si troverà di fronte l'Inter. I novanta minuti non sono bastati alla squadra di Fabregas, che ha trovato il vantaggio con Baturina su rigore e poi si è fatta riprendere nella ripresa dal gol di Vergara. Dal dischetto è decisivo l'errore di Stanislav Lobotka, che si fa parare il penalty da Butez. Intervenuto in conferenza stampa, Cesc Fabregas ha commentato così la serata dei suoi.
SUL RISULTATO - "Non possiamo negare che per il Como è un pezzo di storia. Questa vittoria va dedicata alla città e ai tifosi, che hanno sofferto tanto negli ultimi anni. Nessuno ha mai vinto niente arrivando in semifinale. Il calendario non ci permette di festeggiare troppo, ci sono tante partite nei prossimi giorni e ci troveremo subito davanti la Fiorentina. Sono molto contento per come ha lavorato la squadra, ma sabato abbiamo un altra partita importante e non possiamo distrarci. Sognare? Io sono un romantico, faccio il lavoro che amo e lavoro con ragazzi che danno l'anima. Serve umiltà e tranquillità".
SU DOUVIKAS - "Conosco Conte e non sono stupido, anche se parla degli infortuni so che sarebbe venuto a pressarci alto. Penso che abbiamo fatto molto bene nel primo tempo lavorando con i movimenti negli spazi che si sono creati. Ora giochiamo con la Fiorentina sabato, poi andiamo a giocare con il Milan e poi a Torino. Abbiamo 60 ore di riposo e devo ripartire il minutaggio degli uomini a disposizione. Morata non è ancora ritornato e devo gestire le energie lì in attacco".
SUL GOL DI VERGARA - "Quella è una giocata che Conte fa sempre ed è un fenomeno a farla fare. Non abbiamo iniziato bene il secondo tempo ed è una cosa già successa in altre partite, ma abbiamo fatto un ottimo lavoro in fase difensiva. Abbiamo preso soltanto 18 gol fin qui e significa che stiamo facendo bene".
SUL RIGORISTA - "Quando ho detto a Nico Paz di tirare contro l'Atalanta ho visto subito De Roon andargli a rompere le pa***. Così oggi ho fatto prendere la palla a Perrone, per poi darla a Baturina. C'è sempre qualcosa da imparare".
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