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Turno con diverse sorprese in Serie A: sia nella zona alta della classifica, che nella metà di destra, alcuni risultati inaspettati cambiano le prospettive di diverse squadre. Ecco chi ha convinto e chi no in questa 26esima giornata.
Doveva essere una giornata di transizione, la prima di due, in attesa del derby di Milano. Non lo è stata. Il Milan perde con il Parma e l'Inter ne approfitta, volando a +10. La trasferta di Lecce era più insidiosa di quanto potesse sembrare: dopo Inter-Juve, dopo la sconfitta di Bodo, contro una squadra in fiducia. Invece la squadra di Chivu concede pochissimo e, quando le cose sembravano complicarsi, la risolve su palla inattiva. Due gol, quelli di Mkhitaryan e Akanji, che rischiano di pesare parecchio in ottica campionato.
Pesa parecchio anche la vittoria del Genoa, che rifila tre gol al Torino e aggancia proprio i granata. Sin dal primo minuto la formazione di De Rossi ha approcciato bene la partita, con un Baldanzi che, pur non essendo andato a tabellino, rischia di essere la marcia in più di questa squadra. Vince anche la Fiorentina. Tre punti importanti, perché finalmente la squadra di Vanoli è fuori dalla zona retrocessione. Ora, che il peggio sembra passato, i viola devono stare attenti a non commettere passi falsi evitabili, portando a casa la pelle in una stagione che sembrava maledetta.
Gran trenino in zona Europa: i risultati di questo weekend portano cinque squadre in cinque punti dal Napoli terzo all'Atalanta settima. Gran merito va al Como, capace di sbancare lo Juventus Stadium con una prestazione da grande squadra e all'Atalanta. Già più di una volta si è parlato di come Palladino abbia completamente revitalizzato una squadra che sembrava destinata a un campionato di metà classifica. Ora i nerazzurri arrivano con il vento in poppa alla parte decisiva della stagione, pronti a sfruttare passi falsi altrui e occasioni varie.
Chiudiamo con il Parma. I crociati di Carlos Cuesta vincono a San Siro alla Carlos Cuesta. Poche chiacchiere, tanti fatti. Ora la classifica dice 32 punti, quattro meno del Bologna ottavo. Di questo giovane allenatore spagnolo si è parlato tanto, forse troppo: c'era e c'è chi lo accusa di giocare male, di essere troppo rinunciatario, di avere una proposta di gioco non all'altezza. Eppure, la classifica, giudice inappellabile, dà ragione a lui: 19 gol fatti, uno schiaffo agli esteti, una salvezza agevole a portata di mano. Bravo.
La corsa Scudetto del Milan si impantana a San Siro. La striscia di risultati utili consecutivi, iniziata a fine agosto, finisce con un colpo di testa di Mariano Troilo, eroe per una notte alla Scala del Calcio. Per il Milan è un risultato pesante, pesantissimo, che fa scappare i cugini in testa. Adesso, per i rossoneri, è fondamentale limitare i danni fino alla sosta. Non tanto perché il calendario sia particolarmente impegnativo, anzi. Troppi uomini chiave di questa squadra però sono lontani dalla migliore condizione, in primis Leao e Pulisic. Fondamentale recuperarli e chiudere al meglio il campionato.
In casa Juve invece la terza sconfitta consecutiva fa rumore. Fa rumore in primis perché quella del Como è stata, complici i tanti acciaccati bianconeri, una manifestazione di superiorità. E in secondo luogo perché l'elefante nella stanza è ormai troppo ingombrante. Se settimana scorsa il caos arbitrale aveva consentito a Di Gregorio di farla franca, almeno a livello mediatico, questa settimana non ci sono nascondigli che tengano. Il portiere ex-Monza è evidentemente in crisi e la squadra di Spalletti subisce tanti gol che potrebbe evitare. Anche qui, fondamentale recuperare l'estremo difensore di scuola Inter per concludere al meglio la stagione: la qualificazione in Champions non è scontata.
Chiudiamo con il Torino, che esonera giustamente Marco Baroni. I granata sono attesi da due difficili sfide contro Lazio e Napoli e la classifica non sorride. Ci sono ancora Lecce e Cremonese alle spalle della squadra ora di D'Aversa, ma mancano grinta, voglia di lottare e coesione. Alla prima difficoltà questa squadra si scioglie come neve al sole: vedremo se l'allenatore passato da Parma e da Lecce saprà reagire e dare una scossa all'ambiente. Altrimenti, il Torino è serissima candidata al terzultimo posto e alla Serie B, in compagnia delle spacciate Pisa e Verona.
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