derbyderbyderby calcio italiano Il retroscena Open VAR, parla Federica Zille: dal caso Bisseck al futuro a rischio. “Trasparenza totale”
L'intervista

Il retroscena Open VAR, parla Federica Zille: dal caso Bisseck al futuro a rischio. “Trasparenza totale”

Francesco Intorre
La conduttrice respinge le accuse di protezionismo verso gli arbitri, ma ammette amara: "Futuro a rischio, non abbiamo certezze"
00:23 min

Open VAR è nato con l'intento di immettere trasparenza e far conoscere a tutti quello che c'è dietro una scelta arbitrale. Ma dopo due anni dal suo avvento, le polemiche si sono moltiplicate. La conduttrice del format di DAZN, Federica Zille, durante il podcast Controcampo ha fatto un bilancio della stagione difendendo a spada tratta la trasmissione: "La trasparenza totale c'è stata. Ti garantisco che non ci sono stati episodi secretati da quest'anno".

Una politica della trasparenza immediata che nasce dalle polemiche infinite scaturite lo scorso anno, quando il programma commise un grave errore di valutazione. Durante la passata stagione, infatti, non fu condiviso subito l'audio legato all'episodio di Bisseck, durante Inter-Roma, nel tentativo di evitare polemiche, mandandolo in onda settimane dopo. Ma questa scelta, in realtà, ne ha create il triplo. Per questo, la regola fissa di questa stagione è stata netta, come conferma la giornalista: "Quest'anno la premessa è stata che non esiste che non mandiamo in onda qualcosa perché alimentiamo l'idea di malafede che ha qualcuno".

Nessun interrogatorio, ma dissenso costruttivo

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Un altro dei temi caldi affrontati dalla giornalista riguarda le frequenti accuse mosse al programma. Per molti spettatori, in studio mancherebbe un vero contraddittorio, dando la spiacevole sensazione di voler proteggere e giustificare i direttori di gara a tutti i costi. La risposta della Zille è stata ferma: "Tra quello e l'interrogatorio c'è una bella differenza. Il programma è in collaborazione con l'AIA, con la FIGC e DAZN. Non posso saltare addosso a chi mi mette a disposizione i dialoghi". Tuttavia, ha tenuto a precisare che non sempre ha avallato la linea istituzionale: "Ci sono 2-3 episodi nei quali la loro spiegazione non mi ha convinto e ho risposto. Non ero d'accordo con il doppio giallo a Wesley, la stessa cosa sul fallo fischiato a Vlahovic in Fiorentina-Juventus".

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Il futuro a rischio e il peso delle polemiche

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Ma la vera bomba sganciata durante l'intervista riguarda la sopravvivenza stessa del format. C'è infatti il rischio concreto che Open VAR chiuda i battenti alla fine di questo campionato. Alla precisa domanda su un possibile addio del programma, Zille ha ammesso candidamente: "La certezza non ce l'abbiamo, penso a finire la stagione". Il prosieguo del format è infatti legato a filo doppio ai prossimi incastri politici e sportivi: "Poi bisognerà capire chi sarà il prossimo designatore arbitrale, non abbiamo neanche il presidente FIGC".

Una situazione di totale incertezza aggravata da un clima che si è fatto sempre più teso e insostenibile, come sottolineato in chiusura con un pizzico di amarezza: "Le polemiche sono state più aspre di quelle di tutti gli altri 10 anni di Serie A".