La Procura di Milano ha proposto l'archiviazione per Rocchi e di riflesso anche per l'Inter per la questione delle designazioni condizionate.

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Si chiude con un’archiviazione una delle vicende più controverse degli ultimi anni nel calcio italiano, con la Procura di Milano che infatti ha deciso di archiviare l’inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali che aveva coinvolto l’ex designatore della Serie A e Serie B Gianluca Rocchi e che aveva portato alla luce ipotesi di presunte pressioni legate alla scelta degli arbitri.

L’indagine era partita dall’ipotesi di una possibile frode sportiva in concorso con esponenti dell’Inter, anche se nel corso dell’inchiesta non erano mai stati identificati dirigenti o tesserati nerazzurri formalmente iscritti nel registro degli indagati.

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Inchiesta Arbitri: alla Procura di Monza le indagini della sala VAR

Tra gli episodi analizzati dagli investigatori c’erano alcune gare dell’Inter, tra cui Inter-Bologna, Torino-Inter e Inter-Verona. Gli inquirenti avevano valutato anche il cosiddetto "sistema delle bussate" nella sala VAR di Lissone, ovvero i presunti interventi di Rocchi per comunicare indicazioni agli arbitri al lavoro al VAR. Questo preciso caso è stato affidato alla Procura di Monza, che completerà le indagini sull'accaduto.

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FIRENZE, ITALIA - 19 AGOSTO: Dettagli della divisa ufficiale degli arbitri italiani durante la conferenza stampa dell'Associazione Italiana Arbitri (AIA) a Coverciano il 19 agosto 2016 a Firenze, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Gianluca Rocchi, ascoltato dalla Procura di Milano, aveva respinto ogni accusa, negando di aver mai subito pressioni da società o dirigenti per indirizzare le designazioni arbitrali. L’ex arbitro internazionale aveva ribadito la correttezza del proprio operato e spiegato agli inquirenti il funzionamento delle scelte arbitrali durante il suo periodo da responsabile della CAN con la Procura che, al termine degli approfondimenti, non avrebbe quindi riscontrato l’esistenza di un sistema organizzato finalizzato a influenzare le nomine degli arbitri o alterare la regolarità delle competizioni.

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Restano alcune ricostruzioni relative a singoli episodi, ma secondo gli investigatori non sarebbero emersi elementi sufficienti per dimostrare un disegno strutturato di condizionamento. La vicenda ora si sposta sul piano sportivo con gli atti dell’inchiesta che potranno essere trasmessi alla Procura Federale della FIGC per eventuali valutazioni di competenza. Dal punto di vista penale, però, cala il sipario su un’indagine che aveva generato un forte dibattito nel mondo del calcio italiano.

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