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Nel calcio moderno il ruolo del portiere è cambiato profondamente rispetto al passato. Non è più soltanto l'ultimo uomo chiamato a difendere la porta, ma un vero e proprio giocatore aggiunto nella costruzione della manovra e nell'organizzazione difensiva. Le squadre di oggi chiedono ai propri numeri uno non sono riflessi e sicurezza tra i pali, ma anche capacità di giocare con i piedi, personalità nelle uscite e leadership nel guidare la linea difensiva. Per una squadra ambiziosa come l'Inter, che punta ogni stagione a competere ai massimi livelli sia in Europa che in Italia, avere un portiere affidabile e completo è quindi di vitale importanza. Ed è proprio per questo motivo che negli ultimi mesi si è iniziato a parlare con maggiore insistenza del futuro della porta nerazzurra e della possibilità di individuare un profilo sul quale costruire un futuro.
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Quando l'Inter ha scelto Yann Sommer per difendere i propri pali, la decisione aveva un obiettivo ben preciso: garantire esperienza e sicurezza immediata in un ruolo così delicato dopo la cessione di Onana al Manchester United.
Il portiere Svizzero, classe 1988, inizia la sua carriera calcistica nel Basilea (2010-2014) dove si afferma vincendo 4 campionati nazionali consecutivi e una Coppa di Svizzera. Impressionati dalle sue doti, il Borussia Mönchengladbach acquista il talento svizzero per una cifra intorno ai 9 milioni, dove si afferma uno dei portieri più affidabili della Bundesliga: infatti diventa un'icona e bandiera della squadra collezionando 335 presenze. Prima di arrivare in Italia una piccola parentesi al Bayern Monaco, avventura che terminerà con la vittoria del campionato tedesco: Sommer detiene, attualmente, il record di presenze per un portiere nella nazionale svizzera, ossia 94. Arriva la chiamata dei nerazzurri e vuoi per un ambientamento non perfetto al Bayern, vuoi per un'opportunità di giocare in Italia, dopo un lungo tira e molla, Sommer decide di trasferirsi a Milano.
Anche qui dimostra in diverse occasioni tutte le sue qualità, con interventi decisivi (vedi la partita con il Barcellona o con il Bayern Monaco) e una grande capacità di mantenere alta la concentrazione nei momenti più difficili della partita, ma la cosa che più colpisce dello Svizzero è la sua tranquillità nella gestione della palla, caratteristica sempre più frequente richiesta dai tecnici.
Tuttavia, nel corso delle sue stagioni non sono mancati episodi meno convincenti, tra uscite non sempre perfette e molteplici difficoltà nelle situazioni aeree o nella gestione della palla a volte un po' superficiale in quanto troppo sicuro di sé. Se da una parte nei primi due anni con Simone Inzaghi, lo svizzero è stato protagonista in positivo, questa stagione sta dimostrando che l'Inter ha bisogno di cercare altri profili per la porta sia per motivi di anagrafe che per motivi di scarso rendimento. Nulla che cancelli il valore del portiere svizzero, ma abbastanza per aprire una riflessione sul futuro e la necessità di programmare con largo anticipo il numero uno del futuro. Nonostante qualche piccola defezione lo svizzero all'Inter conquista uno Scudetto.
Tra i profili che più attirano l'attenzione per il futuro della porta nerazzurra c'è quello di Marco Carnesecchi. Cresciuto nel vivaio dell'Atalanta, il classe 1999 ha seguito un percorso di crescita molto graduale, accumulando esperienza attraverso prestiti che gli hanno permesso di maturare senza bruciare le tappe. La tappa più importante del suo sviluppo è stata quella della Cremonese, dove si è messo in evidenza prima in Serie B (conquistando la promozione) e poi in Serie A. Durante la stagione della promozione della Cremonese è stato uno dei protagonisti assoluti, con numerose parate straordinarie caratterizzate da interventi decisivi e grande personalità nonostante la sua giovane età.
Anche nella stagione successiva in Serie A, pur con una squadra molto spesso in difficoltà, Carnesecchi ha dimostrato il suo valore con prestazioni di alto livello contro squadre di vertice, mantenendo la porta inviolata in diverse occasioni e distinguendosi per riflessi e reattività.
Come ogni portiere, però, anche lui ha vissuto momenti di difficoltà. In alcune partite ha commesso errori legati specialmente alla spavalderia che a quell'età ci può stare, commettendo uscite non perfette o letture difensive migliorabili. Tuttavia proprio queste sono state le prestazioni che hanno contribuito nella sua crescita, permettendogli di migliorare stagione dopo stagione. Grazie a queste sue doti, Marco Carnesecchi torna all'Atalanta, questa volta per prendersi una volta per tutte il posto da titolare che aveva sempre sognato di conquistare. Inizialmente il duello con Marco Sportiello, ha fatto sì che il giovane italiano continuasse il suo percorso di crescita migliorando sotto tutti gli aspetti e gestendo meglio le situazioni più complesse. Carnesecchi, ad oggi, è uno dei portieri più ricercati nel mercato europeo.
Il sogno del portiere dell'Atalanta rimane la convocazione in nazionale: nonostante la concorrenza di portieri del calibro di Donnarumma, Meret e Vicario, il giovane portiere ha tutte le carte in regola per giocarsi un posto qualora l'Italia si dovesse qualificare ai Mondiali.
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Guardando al futuro, l'Inter si trova davanti ad una scelta strategica importante. Da una parte c'è l'esperienza di Sommer, un portiere che durante la sua esperienza ha dimostrato di garantire leadership e affidabilità, oltre ad un palmares ricco di trofei. Dall'altra parte emerge il profilo di Carnesecchi, giovane portiere italiano con grandi margini di crescita e caratteristiche sempre più richieste dal calcio moderno.
Per una società come quella nerazzurra di Milano, che deve pensare non solo al presente ma anche alla programmazione futura, investire su un portiere giovane e di prospettiva potrebbe rappresentare una scelta logica. Carnesecchi ha già dimostrato di poter reggere la pressione della Serie A e quelle della Champions League (dato che anche in questa competizione ha dimostrato il suo valore). Inserito in una squadra già ben strutturata, con meccanismi già precisi, come quella dell'Inter, potrebbe compiere il definitivo salto di qualità. Naturalmente ogni cambiamento comporta dei rischi, specialmente in un ruolo delicato come quello del portiere. Tuttavia il percorso di crescita del giovane italiano e le sue prestazioni degli ultimi anni suggeriscono che potrebbe davvero essere uno dei profili su cui costruire il futuro tra i pali dell'Inter.
La scelta finale dipenderà dalle strategie del club, sapendo anche quanto Marotta ami costruire un "blocco italiano", ma l'idea di aprire un nuovo ciclo con un portiere giovane e con queste caratteristiche potrebbe rappresentare un investimento importante per gli anni a venire.
Marco Carnesecchi potrebbe rappresentare il portiere futuro anche per la nostra Nazionale Italiana, se non ci fosse un fenomeno consolidato come Gigio Donnaruma a occupare la porta. Per quanto riguarda l'Inter, Sommer appare ormai un portiere esperto ma poco dinamico, insicuro nelle uscite, capace di grandi interventi solo a intermittenza. Carnesecchi, invece, sta dimostrando qualità, autorità e personalità: un portiere che può decidere una stagione con interventi decisivi, regalando punti preziosi in campionato.
Chiaro, che un investimento su di lui richiederebbe un impegno economico importante, soprattutto considerando l'ottima gestione della famiglia Percassi e dell'Atalanta, ma potrebbe rappresentare un'occasione sia per il presente che per il futuro di una squadra con ambizioni nazionali ed europee.
E se quella di sabato, proprio contro l'Inter, fosse l'ultima partita da avversario e, dall'anno prossimo, San Siro diventasse finalmente casa sua?
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