derbyderbyderby calcio italiano Pio Esposito e il rigore contro la Bosnia: “Ero distrutto, mi prendo la responsabilità”
Le parole del centravanti

Pio Esposito e il rigore contro la Bosnia: “Ero distrutto, mi prendo la responsabilità”

Federico Iezzi
Federico Iezzi Collaboratore 
Il classe 2005 si apre e risponde alle critiche ricevute sui social, oltre a soffermarsi sul suo errore dagli undici metri.
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In una lunga intervista, concessa al Corriere della Sera, Pio Esposito ha parlato del rigore sbagliato contro la Bosnia. L'attaccante dell'Inter ha cercato di difendersi dalle critiche dei social: "Sono un ragazzo di 20 anni che viene dalla Serie B. Io non ho colpe: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni".

Pio Esposito parla del rigore contro la Bosnia

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Nell'intervista il calciatore dell'Inter, classe 2005, torna sul rigore sbagliato contro la Bosnia nel playoff per il Mondiale. Racconta di essersi sentito sicuro di andare per primo sul dischetto: "Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male". Ricorda poi la profonda delusione e l'incredulità del momento: "Avevo lo sguardo fisso su un punto e non riuscivo a capire cosa fosse andato storto. Il primo pensiero è stato quello di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia".

Riguardo alla nazionale e alla prestazione offerta dalla squadra, Esposito ritiene che il gruppo abbia dato l'anima e che bisogni però prendersi le proprie responsabilità: "Ho visto una squadra che ha dato l'anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato e non basta: l'Italia ha l'obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità".

Le sue parole, poi, sono servite a rispondere alle tante critiche ricevute sui social riguardo alle sue prestazioni in campo con gli Azzurri e con il suo club. "C'è esagerazione. Nel bene e nel male. Io sono solo un ragazzo di venti anni che viene dalla Serie B, al quale nessuno ha mai regalato niente. Sono alla mia prima stagione all'Inter e sto facendo bene. Non penso di aver fatto qualcosa che renda necessario scomodare certi paragoni. E non penso di avere colpe: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni di euro. Mi limito a dare il massimo ogni giorno".