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LE STORIE

Il Parma di Tanzi e la Lazio di Cragnotti: quando le favole non hanno un lieto fine

Francesco Di Chio
Francesco Di Chio
Cragnotti e Tanzi sognavano in grande, e fecero sognare in grande anche i tifosi di Lazio e Parma. Le due squadre si fecero spazio prepotentemente tra le grandi del calcio italiano e non solo. Ma a volte i sogni sono troppo grandi per essere veri.
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A cavallo tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000 la nostra serie A era un campionato a cui tutti guardavano con invidia. Ronaldo, Zidane, Del Piero: i migliori calciatori del pianeta calpestavano i campi dello stivale. Oltre alle storiche super potenze del calcio nostrano, si fecero spazio anche delle squadre e delle realtà che, per tradizione, non erano abituate ai grandi palcoscenici. Da un lato Calisto Tanzi con la Parmalat e il suo Parma, dall'altro Sergio Cragnotti con la Cirio e la sua Lazio: due club che, in pochi anni, arrivarono a competere con prepotenza contro squadre del calibro di Inter, Juventus e Milan.

Parma, la provincia che conquistò l'Europa

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A Parma il calcio era un pensiero secondario: il club gialloblù era abituato a navigare tra le acque della serie B e della serie C con una triste costanza. Poi Arrigo Sacchi, che inizia a far intravedere degli sprazzi di calcio vero in quell'angolo di pianura padana. Fin che può, poiché arriva Berlusconi a portarlo via e ad affidargli la panchina del Milan. Ma il patron Ceresini adesso ha voglia di serie A, e chiama Nevio Scala. Purtroppo il presidente, che tanto impegno stava ponendo nella rinascita del club, si spense durante la stagione, che finì con la promozione in serie A. Ma il figlio di Ceresini aveva le idee chiare. Per continuare il progetto Parma c'era solo un nome possibile: Calisto Tanzi.

L'imprenditore, capo della Parmalat, aveva iniziato ad espandere il suo impero grazie a Nikki Lauda. Con il pilota della Ferrari aveva stretto un accordo per il quale il nome della Parmalat era ovunque quando il pilota correva, tanto da far chiedere alla gente se corresse per la Ferrari o proprio per la Parmalat. E Tanzi capì che il Parma era il modo giusto per completare la sua ascesa. Calisto non se lo fece dire due volte e si presentò con il primo colpo: Claudio Taffarel. Il portiere brasiliano, titolare nella sua nazionale, fu sfilato al Real Madrid. Impressionante a pensarci, vista la dimensione completamente diversa dei due club. La città fu entusiasta, tutta Italia aveva gli occhi puntati sui gialloblù.

Non solo l'Italia, a dir la verità. Negli anni di Tanzi il Parma riuscì a conquistare ben 2 Coppe Uefa, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa Europea. In terra nostrana la squadra dell'imprenditore vinse 3 Coppe Italia ed 1 Supercoppa. Solo lo scudetto restò un tabù, con un secondo posto come piazzamento più alto. Con Tanzi come patrono da Parma passarono alcuni dei calciatori più forti del pianeta in quel periodo: Buffon, Zola, Cannavaro, Crespo, Veron, e molti altri. Un club con 15mila abbonati era riuscito a farsi spazio prepotentemente nel calcio che conta. E ci è rimasto per sempre: il Parma di quegli anni è negli occhi di tutti gli appassionati di questo sport come una delle squadre più belle e nostalgiche che abbiamo mai visto.

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Lazio, l'illusione di essere invincibili

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La capitale si è da sempre divisa a metà tra tifosi della Roma e tifosi della Lazio. E tra i tifosi della Lazio ce n'era uno particolarmente ambizioso, tale Sergio Cragnotti, che aveva come ambizione quella di diventarne presidente un giorno e farla diventare una squadra eterna. Nel 1992 l'imprenditore acquistò il club per circa 40 miliardi di lire, con quell'obiettivo sempre molto chiaro davanti a sé. La prima campagna acquisti fu una di quelle che mette subito le cose in chiaro: a Roma, sponda biancoceleste, arrivarono calciatori del calibro di Signori, Gascoigne, Winter, ed altri. Il presidente affida la panchina a Zeman, che a Foggia proprio con Signori tanto aveva fatto bene. Con il boemo la Lazio arriva terza in campionato, ma nella stagione successiva ha un calo dovuto anche agli addii proprio di Signori e Di Matteo.

Ma Cragnotti non ne vuole sapere. La sua Lazio deve diventare la squadra più forte d'Italia. Dalla Sampdoria arriva Roberto Mancini, ma soprattutto mister Sven Goran Eriksson. Con lo svedese la Lazio inizierà a vincere trofei su trofei, in Italia e in Europa. 2 coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane e 1 Coppa delle Coppe. Ma i trofei più importanti sono i due che non abbiamo menzionato. La Lazio conquistò una Supercoppa Europea, rimasta nella storia per la vittoria dei biancocelesti a Old Trafford contro i mostri sacri del Manchester United grazie ad un gol di Salas. E poi l'apice dell'era Cragnotti: uno scudetto conquistato con una rimonta incredibile ai danni della Juventus, terminata in quel pomeriggio di Perugia così amaro per i tifosi juventini.

Cragnotti ha portato a Roma nomi incredibili: Alessandro Nesta, diventato una colonna del club prima e della nazionale e del Milan poi, Sinisa Mihajlovic, Veron, Marcelo Salas, Mancini appunto e Pavel Nedved, voluto fortemente da Zeman e che arriverà a vincere anche un pallone d'oro ma in maglia bianconera. Insieme al Parma la Lazio di Cragnotti è rimasta indelebile nel ricordo degli appassionati di calcio, degli anni '90 ma non solo.

Lazio e Parma: i giorni in cui le favole finirono

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Parma e Lazio sono legate da un destino che sembra indissolubile. Oltre ad essersi scambiati dei calciatori, e ad aver sovvertito gli ordini del calcio italiano ed europeo contemporaneamente, c'è un altro tratto, molto più triste, che i due club hanno in comune. Proprio lo scambio dei calciatori tra le due squadre fu uno dei primi segnali di quello che stava per accadere. Tra le due società spesso transitavano calciatori da una parte all'altra, acquistati a delle cifre monstre, vedi Crespo alla Lazio per 110 miliardi ma attutiti da altri giocatori in cambio come Almeyda e Conceicao. Il frequente passaggio di calciatori tra le due città prese il nome di Via Lattea.

Ma i due imprenditori oltre che nel calcio erano soliti fare affari anche in ambito extra sportivo. Si scoprì che proprio Tanzi acquistò un ramo della Cirio - Eurolat - da Cragnotti. A inizio anni 2000 però il vaso di Pandora fu scoperto. Le due società di proprietà di Tanzi e Cragnotti risultavano essere in piedi grazie a dei metodi "poco ortodossi". Debiti enormi, false comunicazioni ai soci, frode, sono solo alcuni dei capi d'accusa che i due presidenti ricevettero. Purtroppo per i tifosi, le due squadre erano legate alle due società dei rispettivi presidenti. I due club furono costretti a vendere i calciatori migliori per appianare i debiti. I sogni di gloria delle due piazze si sgretolarono.

La Lazio dopo un commissariamento iniziale passò in mano a Lotito, che, dopo anni difficili, ha riportato il club ad avere per lo meno una certa stabilità economica e di campo. A Parma la storia è andata purtroppo peggio: dopo Tanzi si sono avvicendati vari presidenti fino ad arrivare al 2015, anno in cui Ghirardi portò i gialloblù a fallire. Così si concluse un'epoca in cui Parma e Lazio sfidarono l'impossibile, lasciando dietro di sé solo sogni di gloria e illusioni spezzate.