La Questura sta facendo il suo lavoro

Marchisio, la Digos indaga per lo striscione offensivo dei Drughi

Striscione contro Marchisio
Dopo l'esposizione dello striscione e la risposta dell'ex centrocampista ai Drughi tramite social, potrebbe arrivare anche una svolta da parte della giustizia
Emanuele Landi
Emanuele Landi Redattore 

Lo striscione del gruppo dei Drughi bianconeri, firmato "Secondo Anello", contro Claudio Marchisio ha lasciato tutti esterrefatti. L'ex centrocampista della Juventus ha risposto per mezzo social alle pesanti parole apparse su quel cartellone, apparso inizialmente fuori dall'Allianz Stadium e successivamente fuori da un ristorante Marchisio, è socio. La Digos della Questura di Torino, però, sta indagando per andare a fondo alla vicenda.

Striscione contro Marchisio: non finisce qui la storia

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Secondo fonti autorevoli - riporta l'Ansa -, le foto di questo blitz sono state pubblicate sul profilo social dello storico gruppo ultras bianconero. Le recenti dichiarazioni in un Podcast di Claudio Marchisio, sul tifo del Torino, hanno fatto storcere il naso ma le parole sullo striscione sono risultate davvero pesanti.

Queste le parole del centrocampista torinese classe 1986, per 13 anni nelle giovanili della Juve e dal 2006 fino al 2018 in bianconero (con una sola stagione in prestito all'Empoli), prima di chiudere la sua carriera con un anno allo Zenit San Pietroburgo: “Torino è calda soprattutto per la tifoseria del Torino, non della Juventus. Il tifoso della Juventus a Torino non è che lo si trova tanto. Torino-Torino è proprio del Toro e loro sì che sono una tifoseria calda". La polizia sta cercando di identificare i responsabili e comprendere il contesto delle azioni per valutare eventuali implicazioni legali.

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