In un calcio sempre più orientato alla professionalizzazione e alla tutela dei talenti, emergono nuove figure pronte a interpretare il ruolo dell’agente con competenza e visione moderna. Oggi abbiamo intervistato un giovane, anzi l'agente più giovane d'Italia, Valerio Verona, riconosciuto da CONI e FIGC, per farci raccontare da vicino il suo percorso, le ambizioni e le sfide di una professione tanto affascinante quanto complessa. Tra sogni, consigli e responsabilità, il suo punto di vista offre uno spaccato autentico del dietro le quinte del calcio italiano. Un’intervista che mette in luce il volto nuovo dell’intermediazione sportiva.
L'esclusiva
ESCLUSIVA DDD Valerio Verona tra obiettivi e sogni: “Voglio vivere di questo e dico ai ragazzi di crederci”

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Conosciamo l'agente CONI e FIGC Valerio Verona
—Come è nato il tuo interesse per il ruolo di agente sportivo?
"Ho sempre giocato a calcio sin da piccolo con amici nel parco come tutti, dopo un brutto infortunio avuto al piede, mi sono nuovamente infortunato gravemente questa volta al menisco, operandomi. Da li, mi sono chiesto parecchie cose, volevo continuare con il calcio ma questa volta anziché praticandolo, pensai di lavorarci. Ho pensato di buttarmi sul campo dell’agente sportivo vista anche la passione per l’economia e il management, cosi ho iniziato a studiare e fare corsi in merito a questo e ad oggi sono un agente sportivo grazie al superamento dell’esame eseguito".
Qual è stato il tuo percorso per ottenere l’abilitazione con CONI e FIGC?
"Il percorso è stato abbastanza lungo formato da 80 ore e 2/3 mesi di lezioni, successivamente a questo ad aprile ho eseguito il corso per il Coni, non passandolo purtroppo. Poi ho riprovato ad Ottobre, superando l’esame scritta sul diritto privato, amministrativo e sportivo, oltre quello anche orale ovviamente. Insieme all’esame Coni ho superato anche l’esame della FIGC basato sulle norme legislative. Grazie a questo, a gennaio mi sono iscritto ad un registro federale e registro nazionale Coni".
In cosa consiste concretamente il lavoro di agente sportivo oggi?
"Secondo me ad oggi consiste non solo a livello contrattuale ma aspetto relazionale con gli altri e anche extra campo. Per me il calciatore ad oggi è un atleta non più solo un calciatore riguardante famiglia, sponsor, società. Per me essere agente sportivo ad oggi significa essere una figura che affianca il suo giocatore nella sua quotidianità affrontando nuove dinamiche come la popolarità e la ricchezza".
Come gestisci il rapporto tra interessi del giocatore e richieste dei club?
"L’obiettivo è soddisfare il calciatore basandosi anche sul venire in contro alla squadra o club, anche avere un rapporto ottimale con essi influenza o può essere un beneficio tra club e giocatore stesso in ottica di trasferimenti o altre trattative sempre relative al giocatore".
Quanto è competitivo il mercato degli agenti sportivi in Italia?
"Oggi a mio parere è super competitivo, perché ci sono tanti soggetti che si comportano da agenti senza avere nessun attestato o superamenti di esame, ma che eseguono questo mestiere causando pene gravi".
Quali qualità deve avere un giovane per emergere in questo settore?
"Secondo me, deve avere tanto coraggio, parola che reputo fondamentale in questo lavoro. Poi ci vuole personalità e mettersi in gioco nonostante i pregiudizi come in ogni lavoro oggi. Prendo il mio esempio, io a 21 anni sono il più giovane d’Italia e posso dirti anche che l’aspetto più importante è la creazione di relazioni, saper creare reti di contatto, conoscenze che ti portano con il tempo giusto a raggiungere obiettivi veramente importanti".
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I cambiamenti, consigli e sogni nel cassetto
—Come individui e scegli i talenti su cui puntare?
"Le basi dello scouting sono varie: l’aspetto mentale , fisico, fisico atletico e l’aspetto tecnico e quello tattico. Per me la più importante è quella mentale che influenza molto sul campo e può essere una arma a doppio taglio in partita, quindi la reputo veramente fondamentale, soprattutto sullo sviluppo di giocatori giovani e che possano crescere in futuro".
Quanto conta la fiducia nel tuo lavoro?
"Indubbiamente è una delle cose più importanti sia per il giocatore stesso che per la famiglia. E’ una parola delicata, parliamo anche di giocatori futuribili con un futuro brillante quindi devi mostrare sicurezza e fiducia in qualsiasi ambito, anche la famiglia affidandosi ad un agente per il futuro del proprio figli deve anche creare un rapporto di fiducia in famiglia è far questo, rappresenta oro per noi agenti".
Come vedi evolversi la figura dell’agente sportivo nei prossimi anni?
"Nei prossimi anni secondo me diventerà una figura che si occuperà dell’extra campo del giocatore, sempre di più, mi riferisco quindi anche alla vita privata, di collocazione del giocatore, sponsor, finanze, la sua vita a 360 gradi secondo me. Io la reputo un pregio, si fa in modo che il giocatore debba riposarsi e giocare a calcio e non pensare a cose secondarie o altrui che non interessano al giocatore atleta, ovviamente mi riferisco a tutte le questioni che una persona si deve occupare che la distolgono dal ambito lavorativo e non al divertimento".
Il calcio sta cambiando: come ti adatti a nuove tecnologie e dati?
"Obiettivamente l’intelligenza artificiale sta dando una grande mano in questo settore, diciamo che ci sono molte piattaforme per seguire il calcio giovanile nel settore internazionale. È importante stare al passo giusto con i tempi, al momento sono poco accessibili per noi agenti. L’obiettivo quindi è rimanere alla pari con le giuste risorse, aggiornarsi sempre di più e aumentare la sua competitività sul mercato".
Il tuo obiettivo principale nei prossimi 5 anni?
"Il mio obiettivo nei prossimi cinque anni è vivere di questo, avere un reddito che mi permetta di mantenermi con la professione di agente sportivo".
Un consiglio a chi sogna di diventare agente sportivo?
"Il mio consiglio che do ai ragazzi che vivono questo sogno è dedicarsi allo scout, iniziare a creare della relazioni per fare esperienza innanzitutto e inserirsi mano a mano nel settore calcio e instaurare dei rapporti. Per quanto riguarda gli esami invece sono tre prove e fatto questo poi si diventa agenti come me. Ma dico a tutti i ragazzi o anche miei coetanei di non mollare nulla, mai arrendersi e di raggiungere sempre i propri obiettivi, perché volere è potere ma soprattutto crederci".
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