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EDITORIALE

Como e Inter accendono lo spettacolo in un campionato spesso noioso

Como Inter
I padroni di casa illudono con i primi due gol e un possesso palla da invidiare, gli ospiti reagiscono e ne escono vincitori in un match tutt'altro che scontato
Gianmarco Inguscio
Gianmarco Inguscio Collaboratore 

Tra Como e Inter succede di tutto, ma dobbiamo ammetterlo: noi, in Italia, in Serie A, non siamo abituati a queste bordate di gol in un solo match. Forse, sulla via del tramonto di questa stagione è venuto fuori un po' di quell'agognato spettacolo che tanto invidiamo ai campionati dei nostri vicini: Premier League, Liga, Bundesliga in primis. Tuttavia, è giusto evidenziare come ogni gol ha una storia a sè.

I primi due realizzati da Valle e Paz  del Como sono di certo figli di un gioco collaudato e una preparazione alla partita degna di nota, ma la respinta in campo di Sommer e la successiva smanacciata.. non sono proprio in grande stile. Dopo tutto, se vogliamo mettere la ciliegina sulla torta, anche i due gol dei nerazzurri, quelli di Thuram - non sono proprio da mostrare al gran galà del calcio, ma ciò che conta sono i risultati e l'Inter dopo aver perso 2-1 i primi 45', agguanta la gara sul 2-2 al 49'. Dopo il pareggio la sfida è viva, l'Inter paga ancora qualche affanno, soprattutto sulla corsia di sinistra, ma un Dumfries tornato in palla toglie qualche grattacapo dalla testa di Cristian Chivu e compagni.

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Como-Inter, le statistiche offrono un quadro diverso

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Termina con l'amaro in bocca per il Como? Senza dubbio e il rigore di Da Cunha allo scadere fa recriminare ancora di più, soprattutto, se diamo uno sguardo alle le statistiche : i lariani hanno stracciato i nerazzurri in termini di possesso palla - ma questo non fa notizia considerando il sistema di gioco di Cesc Fabregas -, precisamente 60% contro il 40%. E i tiri in porta? Sono stati addirittura 24 quelli del Como, solo 7 quelli dell'Inter. Tutto questo per dimostrare che forse il Como meritava qualcosa di più, ma alla fine l'ha spuntata la formazione che a fine stagione alzerà, ormai con ogni probabilità, il ventunesimo scudetto della propria storia.

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Inter, forse hai solo fatto quello che dovevi

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Vincere non è mai facile e lo dimostra il decorso della stagione dei nerazzurri, che ad un certo punto, dopo l'inaspettata eliminazione dalla Champions League, oltre che quella in Coppa Italia, non aveva più nulla da perdere. Ed è proprio in situazione come queste che uno spogliatoio può iniziare a sfaldarsi, ma se c'è un qualcosa da riconoscere a Chivu, è proprio la gestione che ha saputo dare a questa squadra.

Chivu è arrivato sulla panchina dell'Inter per rimettere insieme i pezzi, tutti quei pezzi distrutti dal doppio ko in finale di Champions e di un ciclo targato Inzaghi terminato non senza qualche rimpianto. Chivu doveva fare solo questo e ci è riuscito ampiamente, poi i risultati vanno raccolti in campo e nonostante tutto, ad oggi, dopo la trentaduesima giornata di campionato, Lautaro e compagni sono a +9 dal Napoli e +12 dal Milan. Insomma, per diventare campioni d'Italia è solo questione di tempo.

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Como, la Champions League è ancora a portata di mano

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Anche il Como merita i suoi onori. Una squadra che fa del possesso palla la sua caratteristica principale, un arma fondamentale per avere sempre il pallino del gioco in mano e colpire in profondità quando meno te lo aspetti, poi quando ad attaccare gli spazi hai un talento come Nico Paz tutto risulta più facile, anzi, più naturale. E abbiamo visto come ogni ripartenza contro i nerazzurri poteva diventare quella letale.

Ora per i lariani c'è un sogno da conquistare: qualificarsi in Champions League, "sarebbe un traguardo storico", ha ammesso nei giorni scorsi il centrocampista del Como, Sergi Roberto. La classifica parla chiaro, questo sogno dista appena due lunghezze e le partite a disposizione sono ancora sei. Le occasioni non mancano, neppure il talento la fame e la determinazione di portare l'intera città di Como negli stadi più importanti d'Europa.