Dopo lo Scudetto, arriva la coccarda tricolore. L'Inter batte la Lazio per 2 a 0 e si conferma la grande dominatrice della stagione italiana

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Marea nerazzurra in Duomo! Tifosi cantano per lo Scudetto dell'Inter

"Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo", diceva Bradley Cooper nei panni di Pat Solitano ne Il lato positivo. Una film incentrato su momenti delicati ma potenti - come testimonia la frase citata in apertura. Quasi come Pat, anche Chivu ha capito che quella negatività che aleggiava al suo arrivo alla Pinetina poteva essere usata come strumento per proiettarsi verso obiettivi concreti. Tanto che si arriva, quasi senza sorpresa, ad un secondo trofeo che corona questa "ripartenza" del Biscione. Troppa poca Lazio per un'Inter che gestisce con la massima tranquillità e si prende la decima Coppa Italia della sua storia ed un doblete targato Cristian Chivu. Un uomo che è riuscito a trovare il lato positivo.

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Lazio-Inter, la storia della partita è la storia della stagione

C'è una correlazione tra "microcosmo" e "macrocosmo", una corrispondenza armoniosa secondo gli antichi greci tra l'umano e la polis o, ancora più in grande, l'universo. Quante volte in una partita abbiamo incontrato delle caratteristiche simili a quelle di un intero campionato? La finale di Roma, di ieri sera, è un altro esempio di questa corrispondenza a-simmetrica tra i particolari e l'universale.

La Lazio di Maurizio Sarri non riesce a fare praticamente nulla e dimostra che la distanza con l'Inter è netta. I nerazzurri si prendono il pallino del gioco e lo conservano con il 60% di possesso palla e 581 passaggi (per una precisione del 90%). Quasi come la partita di campionato di sabato scorso, la finale di Coppa Italia di ieri sera è la conferma che la stagione è stata davvero dominata dai nerazzurri di Chivu.

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Il match è un canovaccio tattico molto bloccato e poco entusiasmante, con i biancocelesti capitolini che non vogliono pressare e i meneghini giocano più in orizzontale per chiamare gli avversari a lasciare il blocco. I gol arrivano da due situazioni in cui l'Inter ha potuto usare senza problemi le proprie armi letali con una Lazio distratta. Prima il calcio d'angolo, con il mancino stupendo di Dimarco e il movimento di Thuram sul primo palo che costringe Marusic ad un intervento maldestro che porta all'autogol; poi il pressing aggressivo - l'arma in più rispetto a tutti i rivali - che travolge Nuno Tavares con la spinta di Dumfries che appoggia al capitano Lautaro Martinez per il 2 a 0 definitivo. Tutto nel primo tempo. Nella seconda parte di partita, alcune occasioni abbastanza importanti anche per la Lazio ma che trovano un attentissimo Pepo Martinez ed una grande prestazione di Akanji.

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I Campioni d'Italia, in questo percorso di coppa, hanno messo in campo tanta fame ma anche tanta maturità. Una caratteristica che forse, nella scorsa stagione, era mancata proprio in conclusione, quando gli allora ragazzi di Simone Inzaghi si stavano giocando tutto. Una maturità che si è tradotta in superiorità tattica, distaccando le contendenti in campionato e prendendosi con tanta voglia la decima coccarda tricolore. La Beneamata si prende tutto con buona pace dei detrattori e dei rivali.

SS Lazio v  FC Internazionale - Coppa Italia Final
ROMA, ITALIA - 13 MAGGIO: Cristian Chivu, allenatore dell'FC Internazionale Milano, festeggia con il trofeo di Coppa Italia dopo la vittoria nella finale di Coppa Italia tra SS Lazio e FC Internazionale allo Stadio Olimpico il 13 maggio 2026 a Roma, Italia. (Foto di Tullio M. Puglia/Getty Images)

Raddoppiare il dominio: Chivu ha trovato il lato positivo

Serviva solo trovare la chiave per svuotare la mente da tutti quei pensieri negativi che attanagliavano gli interisti. Ricordando nuovamente le parole di Lautaro Martinez qualche attimo dopo l'eliminazione dal Mondiale per Club, la stagione è iniziata con l'aspetto di una polveriera che aspettava solo una miccia. Ma, invece, il gruppo si è compattato andando oltre anche le sconfitte.

Merito di un nocciolo duro dell'interismo delle ultime sei stagioni, ma anche di chi è arrivato tra lo scetticismo di tutti - come avevamo scritto all'indomani della matematica del ventunesimo Scudetto -, ovvero Cristian Chivu. Nel post-partita della finale di Coppa Italia, è lo stesso tecnico romeno ed eroe del Triplete che spiega il momento a inizio stagione: "Negli USA abbiamo messo le cose in chiaro. Io ho fatto capire alla squadra chi sono e loro hanno fatto lo stesso con me".

Inter Lazio Coppa Italia
ROMA, ITALIA - 13 MAGGIO: Lautaro Martinez dell'FC Internazionale Milano festeggia con il trofeo Coppa Italia dopo la vittoria della squadra nella finale di Coppa Italia tra SS Lazio e FC Internazionale allo Stadio Olimpico il 13 maggio 2026 a Roma, Italia. (Foto di Tullio M. Puglia/Getty Images)

Se dal punto di vista tattico Chivu ha modernizzato il sistema del 3-5-2 inzaghiano, abbandonando la completa fluidità a favore delle maggiori aggressività e verticalità; dal punto di vista mentale, l'allenatore nerazzurro ha funzionato da fratello maggiore e padre. Un allenatore-psicologo per una squadra che doveva cicatrizzare delle ferite: la delusione di Monaco di Baviera è stata la fionda con cui far partire il colpo potente che abbatte il calcio italiano. Quella contro la Lazio, è l'ennesima dimostrazione del marchio di fabbrica dell'Inter di Chivu - ovvero, del dominio che è diventato strumentale e psicologico.

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Si ripete un po' il mantra di questi ultimi mesi, l'esordiente sulla panchina nerazzurra si prende tutto. Il campo, i trofei, l'amore dei tifosi e la testa dei giocatori. La decima Coppa Italia che arriva dopo poco più di una settimana dal ventunesimo Scudetto. Sì, l'Inter ha trovato veramente il lato positivo.

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