derbyderbyderby editoriali Il Napoli saluta la Champions nella notte dei rimpianti: troppi alibi o errori?

L'ANALISI

Il Napoli saluta la Champions nella notte dei rimpianti: troppi alibi o errori?

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Gli azzurri salutano anzitempo la blasonata competizione dopo un percorso con troppi passi falsi, focalizzandosi al momento su campionato e Coppa Italia
Alessia Bartiromo
Alessia Bartiromo

A Napoli ogni giorno è una narrazione diversa, che porta con sé poesia e magia. Nelle notti speciali, ogni elemento si incastra nel posto giusto al momento giusto ma, se il destino decide di mettere i bastoni tra le ruote, il risultato può essere davvero spietato. Lo Stadio Maradona ieri sera era la cornice perfetta a caccia del sogno playoff, per proseguire al meglio il cammino del Napoli in Champions League. Come spesso accade, la squadra di Conte è arrivata a giocarsi il tutto per tutto nel momento sbagliato, con troppe ombre e poche luci nelle sue sfide precedenti. Ma, con una prova di forza contro il Chelsea, tutto sarebbe potuto essere diverso. La realtà invece resta amara e crudele: gli azzurri non meritavano la sconfitta ma anche il pareggio non sarebbe bastato. Addio Champions, arrivederci. Si spera a presto. 

Napoli, addio Champions: un harakiri preannunciato lungo 4 mesi

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Lo stadio Maradona ce l'ha messa proprio tutta, a caccia di un sogno. La splendida coreografia ad inizio gara ha raccolto l'appello in settimana di Antonio Conte:"Dobbiamo far capire al Chelsea quanto sia difficile giocare qui, serve il dodicesimo uomo in campo che solo Napoli sa regalare". Detto fatto: tantissimi 12 a contornare la curva B e un messaggio forte: "Ma quale aritmetica, siamo in superiorità numerica". Questa sinergia si è confermata nel primo tempo, quando gli azzurri hanno gettato ancora una volta il cuore oltre l'ostacolo con una prestazione importante e una rimonta stoica: alla rete di Enzo Fernandez sul solito rigore concesso agli avversari per un ingenuo fallo di mano in area piccola, hanno risposto prima Vergara e poi Hojlund, con la percezione che bisognava tenere duro fino alla fine..ma che non sarebbe stato né semplice, né scontato.

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Cercare ossessivamente la vittoria proprio contro il Chelsea, un incredibile top club europeo, è stato infatti l'ultimo harakiri del Napoli versione Champions. Sicuramente la squadra di Conte non ha meritato il ko ma sarebbe stato difficile per chiunque andare oltre il pareggio, ancor di più se così rimaneggiati, senza forze ed energie fisiche e mentali, in particolar modo nella ripresa. Bisognava conquistare l'intera posta in palio contro il Copenhagen e l'Eintracht Francoforte, cercare di non perdere contro il Benfica, qualificatosi ai playoff proprio grazie allo slancio post successo contro i partenopei, non subire il 6-2 in trasferta contro il Psv. Tutti momenti più che gestibili, che il Napoli non ha saputo sfruttare al meglio e che hanno portato, alla lunga, all'eliminazione.

La notte dei talenti

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Lasciate alle spalle le dolenti note, è giusto pensare anche a ciò che di bello è emerso ieri dalla notte del Maradona. In primis, un Chelsea fortissimo, dalle indiscusse singolarità ma anche da un amalgama di gruppo ben organizzato tra difesa e centrocampo, famelico nello sfruttare le poche palle gol create. Rosenior sta dando identità e gioco ai blues, con la percezione che possono proseguire il cammino in Champions senza problemi fino alla fase finale. Protagonista, tra tutti ovviamente è stato Joao Pedro, autore della doppietta decisiva e di due gol da vero fuoriclasse. Una prestazione di qualità e quantità, per uno stato di forma davvero eccezionale, stella del calcio europeo classe 2001 che ha davanti a sé una strada e una carriera incredibile.

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Da una stella già luminosa a un astro nascente, che ha illuminato la notte di Fuorigrotta di luce propria, regalando un immenso sorriso ai tifosi partenopei. Si tratta di Antonio Vergara, che ha vissuto per buona parte del match una favola incredibile, che si è unita inesorabilmente al destino degli azzurri che avrebbe meritato ben altra sorte. Chiamato in causa dopo il brutto ko di Neres e l'emergenza infermeria, è cresciuto tantissimo con la cura Conte, sentendo la maglia scudettata ancora più sua. Napoletanissimo, classe 2003, sta dimostrando personalità, tecnica e spirito di abnegazione, con ampissimi margini di crescita. Peccato che la sua rete non abbia regalato il prosieguo del cammino Champions per il Napoli, dividendo la sua notte magica a metà tra ricordi indimenticabili e una brutta ferita ancora aperta.

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Testa a campionato e Coppa Italia

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Non si può cambiare il passato, tanto meno il presente. Ben lo sa il Napoli, che ora avrà a disposizione nuovamente la settimana tipo per cercare di recuperare qualche calciatore ancora acciaccato e soprattutto, energie fisiche e mentali. Sempre brutto uscire dalla Champions, anche economicamente, un pochino pochino in meno quando non si ha avuto la possibilità di gestirla al meglio, inserendo al centro anche la lunga trasferta e le fatiche in Supercoppa e delle rotazioni che il Napoli acciaccato non ha.

Il diktat è restare ben agganciati alle prime della classe in campionato per la prossima qualificazione per l'Europa che conta e non rinunciare all'assalto alla vetta in primavera. Senza tralasciare, ovviamente, anche la Coppa Italia, che metterà davanti a Di Lorenzo e compagni un altro ostacolo molto complesso il prossimo 10 febbraio al Maradona, il Como. Nulla è ancora precluso e l'ambiente deve mantenersi ben saldo, cercando di scacciare il disfattismo, ancora con il tricolore sul petto e una Supercoppa in più in bacheca.