Basilea, Van Wolfswinkel è tornato alla vita dopo l’aneurisma cerebrale: ha saputo aspettare e ha fatto gol

Ricky Van Wolfswinkel: “Sono stato senza giocare per sei mesi. Non potevo allenarmi, non potevo fare nulla”

di Redazione DDD

La storia di Ricky Van Wolfswinkel: un anno fa era sul punto di morire per un aneurisma cerebrale nell’incontro tra Basilea e Lask, in Champions League. L’attaccante 31enne aveva subito una commozione cerebrale, una dilatazione in un vaso sanguigno che se fosse esplosa, avrebbe comportato conseguenze molto gravi. Sei mesi dopo la diagnosi, l’ex Betis è tornato nella Lega Svizzera a febbraio di questa stagione atipica in cui ha giocato nove minuti prima che la pandemia sospendesse tutte le competizioni. L’olandese ha dovuto aspettare altri cinque mesi per tornare in campo. Ma lui ha saputo aspettare. Al momento della ripresa delle competizioni, erano trascorsi 343 giorni da quando Van Wolfswinkel aveva subito una commozione cerebrale nella partita contro il Lask il 7 agosto 2019. Il 14 luglio 2020, l’attaccante olandese si è rimesso gli scarpini di gioco per segnare contro lo Zurigo, decimato dal virus, nella gara vinta dal Basilea 4-0 nella massima serie svizzera.

L’attaccante, al Basilea dal 2017, ha parlato alla BBC dei suoi sentimenti dopo l’infortunio: “È stato spaventoso. Non mi sarei aspettato mai qualcosa del genere. Normalmente gli infortuni ti permettono di sapere quanto tempo è necessario per recuperare, ma questo no, non avevo idea di cosa fosse o quale pericolo fosse, sono stati molto difficili psicologicamente i giorni in ospedale”, ha detto l’olandese. “Sono stato senza giocare per sei mesi. Non potevo allenarmi, non potevo fare nulla. Quando sono stato dimesso ho comprato i fiori per mia moglie e mi sono scusato per i mesi a venire, sapevo che sarei stato di cattivo umore. C’erano partite che iniziavo a vedere in tv, ma dopo 20 minuti non riuscivo a vedere nulla”, ha ammesso il nazionale olandese.

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