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Cadice, il gran rifiuto di Fali: “Prima vendevo la frutta e ora torno al bar, ma non gioco col rischio del contagio”

La vita non vale un ingaggio, Fali Gimenez rifiuta tamponi e test a Cadice...

Seconda divisione spagnola, il primo calciatore che si rifiuta di giocare: “Ho paura, piuttosto lascio”

Redazione DDD

Rafael Giménez, chiamato Fali da tutti i suoi tifosi, difensore del Cadice attuale capolista della Seconda Divisione spagnola con 1 punto di vantaggio sul Saragozza e 6 sull'Almerìa a 11 giornate dalla fine del campionato, non ha intenzione di tornare in campo perché ha paura di contrarre il Coronavirus e  quindi di infettare la sua famiglia: “Se per questo motivo devo lasciare il calcio, lo farò. fra i soldi e la vita, scelgo la vita”. Il quotidiano spagnolo El Pais racconta che ieri i suoi compagni di squadra si sono riuniti per sottoporsi alle visite con tanto di tamponi e test, ma lui no. E' rimasto coerente rispetto alle sue parole. Fali ha 26 anni, è nato a Valencia, ed è stato punto di riferimento del Barcellona B tra il 2016 e il 2018. Marca ha scritto che prima di giocare a calcio vendeva la frutta in strada. Gimenez si è sposato a 16 anni e a 17 era già padre. Non ha il cellulare ed è un campione di calcio virtuale alla Playstation.

Si tratta del primo caso di rifiuto individuale tra i professionisti di riprendere l’attività, causa pandemia. Il Cadice ha intenzione di mediare con il suo difensore e di convincerlo a tornare. Ma se le cose non dovessero cambiare, il suo contratto con la squadra andalusa (scadenza 2024) potrebbe essere rescisso: “Siamo privilegiati e possiamo stare quattro o cinque mesi senza essere pagati, fino a quando non vi sarà la massima sicurezza. E se devo ritirarmi, vado a lavorare al bar della mia famiglia ed è finita. Un anno nella Prima Divisione risolverebbe economicamente la mia vita, ma rinuncio ai soldi. Non ho intenzione di esporre le persone che amo al pericolo di un contagio“. Gli ha risposto indirettamente Javier Tebas, presidente della Lega spagnola: “È più pericoloso andare in farmacia che allenarsi”, anche in risposta ai timori di contagio avanzati a sua volta dall’Eibar che milita nella Liga.

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