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Mhkitaryan ricorda Mircea Lucescu: “Il mio cuore piange, ha rivoluzionato il calcio”

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Henrikh Mkhitaryan piange la scomparsa del suo mentore. L'armeno dell'Inter lo omaggia così
Samuele Dello Monaco
Samuele Dello Monaco

Il mondo del calcio si è svegliato con un vuoto incolmabile in questo drammatico aprile. All'età di 80 anni si è spento Mircea Lucescu, storico allenatore rumeno che ha segnato profondamente l'evoluzione tattica e umana di questo sport per oltre quarant'anni. Una notizia tragica, arrivata a seguito di gravi problemi cardiaci che lo avevano colpito recentemente, proprio mentre guidava la Nazionale rumena, un ultimo incarico accettato con straordinario attaccamento e coraggio.

Il ricordo di Mkhitaryan

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Tra i tantissimi messaggi di cordoglio, spicca in modo particolare quello di Henrikh Mkhitaryan. L'attuale centrocampista dell'Inter, che sotto la guida del tecnico ha vissuto gli anni decisivi della consacrazione della sua carriera, ha voluto omaggiare il suo ex mister con parole di rara intensità.

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Le dichiarazioni del trequartista armeno sono cariche di un dolore sincero, testimonianza di un rapporto che andava ben oltre le semplici dinamiche di spogliatoio. "Il mio cuore piange. Il calcio non perde solo un grande uomo, ma un vero visionario che ha cambiato il modo di intendere questo sport", ha condiviso Mkhitaryan. Per il fantasista nerazzurro, Lucescu ha rappresentato un autentico padre sportivo, un mentore in grado di intuire e coltivare doti tecniche e intellettuali che all'epoca dovevano ancora sbocciare definitivamente.

La carriera di Lucescu

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L'impatto di Mircea Lucescu, tuttavia, non si limita ai singoli fuoriclasse che ha lanciato. Parliamo di uno degli allenatori più vincenti dell'intera storia del calcio, capace di conquistare la bellezza di 37 trofei in carriera. Ha seduto sulle panchine di club prestigiosi come Galatasaray, Besiktas, Zenit, Dinamo Kiev e, in Italia, ha lasciato ricordi indelebili guidando piazze come Brescia, Pisa, Reggiana e la stessa Inter.

Lucescu era considerato un vero "intellettuale" del pallone: è stato uno dei pionieri nell'uso della match analysis avanzata, ma al contempo un umanista che spronava i suoi atleti a studiare, leggere e frequentare luoghi di cultura, fermamente convinto che questa migliorasse le prestazioni sul campo.