Bayern Monaco campione d'Europa nel 2013. Robben decide la finale nell'anno di uscita della PS4, dell'avvento di Mengoni e dei Peaky Blinders

A cura di Dennis Re e Francesco Intorre

25 maggio 2013. Londra. Wembley Stadium.

Ci sono finali che assegnano un trofeo e finali che segnano il passaggio di un’epoca. Quella del 25 maggio 2013 appartiene alla seconda categoria citata. Per la prima volta nella storia della Champions League, due squadre tedesche si contendono il trono d’Europa. Da una parte il Borussia Dortmund, la squadra giovane, elettrica e coraggiosa di Jürgen Klopp e dall’altra il Bayern Monaco, una macchina costruita per vincere, guidata dall’esperienza di Jupp Heynckes. Due rivali, due identità, un solo obiettivo: diventare campioni d’Europa. È il Klassiker, la rivalità più importante del calcio tedesco, ma quella sera la posta in palio è infinitamente più grande di una supremazia nazionale. Il Borussia arriva a Wembley dopo aver conquistato l’attenzione del continente con il suo calcio aggressivo, il talento di Marco Reus e Mario Götze e la forza realizzativa di Robert Lewandowski. Il Bayern, invece, vuole cancellare i fantasmi delle finali perdute nel 2010 e nel 2012, soprattutto quella dell’anno precedente, quando aveva visto sfumare la coppa davanti al proprio pubblico, all’Allianz Arena, contro il Chelsea.

Borussia Dortmund v FC Bayern Muenchen - UEFA Champions League Final

A Wembley si affrontano due squadre che conoscono perfettamente i punti di forza dell’altra. Non c’è bisogno di presentazioni, né di studiare una rivalità che si è già accesa in Bundesliga: basta il fischio d’inizio per capire che nessuno ha intenzione di fare un passo indietro. Il Borussia parte con il suo pressing feroce, il Bayern risponde con la qualità dei suoi campioni. Manuel Neuer e Roman Weidenfeller diventano subito protagonisti, mentre le occasioni si susseguono e il gol sembra soltanto una questione di tempo.

Ma il destino ha preparato una sceneggiatura particolare per Arjen Robben. L’olandese è un campione abituato a vivere le grandi notti europee, ma anche a fare i conti con delusioni pesanti: proprio lui aveva fallito il rigore decisivo nei supplementari della finale del 2012. A Londra ha l’occasione di riscrivere la propria storia e quella del Bayern. Perché a volte il calcio concede una seconda possibilità, ma pretende che qualcuno trovi il coraggio di prendersela.

Quando Mario Mandžukić porta avanti i bavaresi al 60’, la finale sembra indirizzarsi verso Monaco. Il Borussia, però, non si arrende e trova il pareggio con İlkay Gündoğan su rigore al 68’. Wembley trattiene il fiato: i supplementari sembrano inevitabili, la coppa è ancora in bilico e ogni errore può costare una stagione intera. Poi, all’89’, Franck Ribéry serve Robben, che supera la difesa giallonera e batte Weidenfeller. È il gol che spezza l’equilibrio, cancella le paure e consegna al Bayern la sua quinta Coppa dei Campioni.

Il triplice fischio trasforma la delusione del Borussia in una festa bavarese. Per Heynckes è il coronamento di un percorso straordinario, per Robben la liberazione dopo anni di occasioni mancate, per il calcio tedesco la conferma di essere diventato il nuovo centro di gravità del panorama europeo. Il Klassiker si è preso Wembley e la Germania si è presa l’Europa.

Ma il 2013 non è soltanto l’anno di quella finale. È un mondo che corre tra nuove tecnologie, tormentoni musicali, film destinati a diventare cult, cambiamenti politici e avvenimenti che entrano nella storia. Mentre Dortmund e Bayern si giocano la coppa più importante, fuori dallo stadio milioni di persone vivono un’epoca che oggi possiamo riscoprire attraverso le sue canzoni, le sue immagini e le sue abitudini.

È questo il viaggio di 90 minuti fa: tornare a una partita per riaprire una finestra sul tempo che la circondava. Perché dietro ogni risultato c’è un mondo intero che continua a muoversi.

Borussia Dortmund-Bayern Monaco 1-2. Una partita, un’epoca, tutto quello che succedeva intorno al calcio.

0’ - Eventi: dai derby che valgono una coppa alle imprese che entrano nella storia

Il 2013 è un anno in cui le rivalità calcistiche si prendono la scena. Il 26 maggio, mentre a Wembley Borussia Dortmund e Bayern Monaco si preparano a contendersi la Champions League nella prima finale tutta tedesca della storia, a Roma va in scena un’altra sfida dal sapore speciale: il derby della Capitale tra Roma e Lazio, con la Coppa Italia in palio. Per la prima volta, la stracittadina romana decide un trofeo ufficiale. A spuntarla sono i biancocelesti, grazie alla rete di Senad Lulić nella ripresa: una vittoria che vale molto più di una coppa, perché significa anche supremazia cittadina. Due derby, due finali, due rivalità che si intrecciano in una giornata destinata a restare nella memoria dei tifosi.

Ma il 2013 è anche l’anno di una svolta in Vaticano: il 13 marzo, dopo la rinuncia di Benedetto XVI, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio viene eletto Papa e sceglie il nome di Francesco, diventando il primo pontefice proveniente dalle Americhe. In Italia, intanto, Vincenzo Nibali conquista il Giro d’Italia, coronando la sua impresa il 26 maggio, mentre nel mondo dei motori un giovanissimo Marc Márquez si laurea campione della MotoGP al debutto nella categoria, diventando il più giovane iridato della storia.

A luglio, invece, è Andy Murray a entrare nella storia del tennis: battendo Novak Djokovic, diventa il primo britannico a vincere il singolare maschile di Wimbledon dal 1936. Oltre oceano, intanto, prende forma Black Lives Matter, movimento nato in seguito all’assoluzione di George Zimmerman per la morte di Trayvon Martin e destinato negli anni successivi a diventare un riferimento internazionale nella lotta contro il razzismo.

A Wembley, intanto, la tensione cresce: dopo i primi quindici minuti, Borussia Dortmund-Bayern Monaco è ancora sullo 0-0.

The Conclave Of Cardinals Have Elected A New Pope To Lead The World's Catholics
CITTÀ DEL VATICANO, VATICANO - 13 MARZO: Il neoeletto Papa Francesco saluta la folla in attesa dal balcone centrale della Basilica di San Pietro, il 13 marzo 2013, nella Città del Vaticano. Il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio è stato eletto 266º pontefice e guiderà gli 1,2 miliardi di cattolici nel mondo. (Foto di Peter Macdiarmid/Getty Images)

15’ - Politica: dalla scomparsa di Mandela ai nuovi equilibri della politica italiana

Dal campo di gioco alle piazze, il 2013 è un anno attraversato da rivalità, cambiamenti e battaglie che vanno ben oltre lo sport. Nel paragrafo precedente abbiamo incontrato la nascita di Black Lives Matter, movimento contro il razzismo: pochi mesi dopo, il 5 dicembre, il mondo saluta Nelson Mandela, simbolo della lotta all’apartheid e primo presidente sudafricano eletto democraticamente. La sua scomparsa riporta al centro il tema dei diritti e dell’uguaglianza, ricordando quanto il percorso verso una società più giusta sia ancora lungo.

Anche in Italia, la politica vive mesi turbolenti. Dopo le elezioni senza una maggioranza chiara e lo stallo per eleggere il nuovo capo dello Stato, il 20 aprile Giorgio Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica: è il primo nella storia italiana a ottenere un secondo mandato. Pochi giorni dopo, Enrico Letta forma un governo sostenuto da una larga coalizione, che riunisce forze politiche fino a poco prima contrapposte. Un’intesa nata per superare l’impasse, ma destinata a confrontarsi con tensioni e divisioni continue.

L’autunno porta poi a uno degli episodi più clamorosi della politica italiana: il 27 novembre il Senato vota la decadenza di Silvio Berlusconi, in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale. Dopo quasi vent’anni da protagonista assoluto della scena politica, il leader di Forza Italia perde il seggio parlamentare, aprendo un nuovo capitolo in una stagione già segnata da instabilità e scontri.

A Wembley, intanto, la sfida resta apertissima: al 30’ Borussia Dortmund e Bayern Monaco sono ancora sullo 0-0.

World Reconciliation Day In Melbourne
Nelson Mandela saluta la folla dopo aver parlato al Colonial Stadium in occasione del concerto per la Giornata Mondiale della Riconciliazione, l'8 settembre 2000 a Melbourne, in Australia. (Foto di Hamish Blair/Liaison)

30’ - Cinema: Tra racconti storici, motori, supereroi e strani mostri

Dalle pagine della storia alle immagini del grande schermo, il cinema del 2013 racconta anche le ferite lasciate dalla politica. È il caso di Storia di una ladra di libri, tratto dal romanzo di Markus Zusak e ambientato nella Germania nazista. La protagonista è Liesel, una bambina che trova nei libri una via di fuga da un mondo segnato dalla guerra e dalle persecuzioni, mentre la sua famiglia adottiva nasconde un giovane ebreo. Una storia che ricorda come, anche nei periodi più bui, le parole possano diventare uno strumento di resistenza.

Il 2013 porta sullo schermo anche storie molto diverse tra loro. Martin Scorsese dirige Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street, un viaggio sfrenato nel mondo della finanza, tra ambizione, eccessi e avidità. Con Rush, Ron Howard racconta invece la rivalità tra James Hunt e Niki Lauda, riportando il pubblico nel mondo della Formula 1 degli anni Settanta. Due film differenti, ma accomunati da personaggi pronti a spingersi oltre ogni limite pur di raggiungere il proprio obiettivo.

Sul fronte dei blockbuster, Henry Cavill veste per la prima volta i panni di Superman in L’uomo d’acciaio, mentre Hunger Games: La ragazza di fuoco prosegue la storia di Katniss Everdeen, sempre più simbolo di ribellione contro un potere autoritario. E se Dominic Toretto e la sua squadra tornano a tutta velocità con Fast & Furious 6, l’animazione conquista grandi e piccoli: la Pixar riporta il pubblico nell’università dei mostri con Monsters University, mentre Disney fa cantare il mondo con Frozen, destinato a diventare un fenomeno globale grazie anche alla canzone Let It Go.

A Wembley, intanto, il primo tempo si avvicina alla conclusione: Borussia Dortmund e Bayern Monaco sono ancora sullo 0-0.

"The Wolf Of Wall Street" - UK Premiere - Red Carpet Arrivals
LONDRA, INGHILTERRA - 9 GENNAIO: Gli attori Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Jonah Hill partecipano alla prima nel Regno Unito del film "The Wolf of Wall Street" a Leicester Square, a Londra, il 9 gennaio 2014. (Foto di Ian Gavan/Getty Images)

45' - Televisione: Dal Garrison della famiglia Shelby ai delitti del BarLume

Nel 2013 House of Cards conquista tutto, portando per la prima volta Kevin Spacey in televisione. La serie racconta la spietata ascesa politica del protagonista Frank Underwood e della moglie Claire, che tessono una rete di vendette e tradimenti per scalare i vertici della politica americana, fino a entrare nella Casa Bianca dalla porta principale.

Nello stesso anno, Peaky Blinders mostra l'espansione criminale della famiglia Shelby, una gang di Birmingham che parte dalle scommesse illegali e arriva a essere la famiglia più temuta del Regno Unito. Dal mondo politico e criminale passiamo all'affascinante antichità dei paesi scandinavi grazie a Vikings, che racconta l'epica saga del navigatore e guerriero norreno Ragnar Lothbrok, ripercorrendo le conquiste e le guerre contro Inghilterra e Francia.

In Italia debutta I delitti del BarLume, tratta dai romanzi di Marco Malvaldi: il geniale barista Massimo Viviani risolve i casi più intricati del suo paesino di Pineta grazie al suo intelletto. Sulla Rai, invece, fa il botto la miniserie Volare, dove Beppe Fiorello interpreta magistralmente Domenico Modugno, facendoci vivere tutta la sua storia: dalla povertà di Polignano a Mare fino all'ascesa dell'uomo che cambierà per sempre la musica italiana.

E proprio con la stessa spietata freddezza calcolatrice di Frank Underwood, a Wembley il primo tempo si chiude a reti inviolate, con il Bayern Monaco che studia l'avversario con gelida precisione per poi colpirlo nei punti più deboli.

"Peaky Blinders: The Immortal Man" Berlin Red Carpet - Arrivals
BERLINO, GERMANIA - 12 MARZO: Cillian Murphy partecipa alla première di "Peaky Blinders: The Immortal Man" presso il Kino International, il 12 marzo 2026 a Berlino, in Germania. (Foto di Gerald Matzka/Getty Images)

60' - Musica: L'ascesa di Marco Mengoni e di Avicii

Domenico Modugno rappresenta le radici della nostra cultura, ma il 2013 vede l'ascesa di Marco Mengoni, che cambia il modo di fare musica in Italia. Il cantante di Ronciglione conquista il suo primo Festival di Sanremo grazie all'eterna L'essenziale, brano che racconta la vera essenza dell'amore.

Max Gazzè entra nelle case di tutti gli italiani con Sotto casa, brano sanremese che affronta con fortissima ironia il tema del confronto religioso e della paura del diverso, nato dopo che due Testimoni di Geova bussano alla porta del cantautore. Il 2013 segna anche l'ascesa del rapper Fedez, che sforna la hit Cigno Nero insieme a Francesca Michielin, mentre Cesare Cremonini ritorna sulle scene dominando le radio con La nuova stella di Broadway.

Oltreoceano, il mondo intero balla le atmosfere vintage di Get Lucky dei Daft Punk e il country-dance di Wake Me Up, firmato Avicii. Questa ondata di energia musicale si riversa improvvisamente sul prato di Wembley al minuto 60: il Bayern Monaco alza il volume, Arjen Robben serve un pallone d'oro e Mario Mandžukić insacca a porta vuota, siglando l'1-0 e abbattendosi sul Dortmund come la Wrecking Ball di Miley Cyrus.

Festival di Sanremo 2013 - Closing Night
SANREMO, ITALIA - 16 FEBBRAIO: Marco Mengoni partecipa alla serata conclusiva della 63ª edizione del Festival di Sanremo presso il Teatro Ariston, il 16 febbraio 2013 a Sanremo, Italia. (Foto di Daniele Venturelli/Getty Images)

75' - Tecnologia: Le rivoluzioni digitali e l'arrivo di un futuro sempre più connesso

Il 2013 rivoluziona per sempre il nostro rapporto con l'innovazione, inaugurando l'era dell'iper-connessione quotidiana. Apple introduce una sicurezza mai vista prima lanciando il sensore Touch ID sul nuovissimo iPhone 5s, mentre Googleinvade i salotti presentando la prima Chromecast, per trasformare le televisioni in Smart TV.

Sul fronte della messaggistica, debutta Telegram per sfidare l'egemonia dei rivali, e l'industria inizia a sperimentare concretamente la tecnologia fantascientifica delle stampanti 3D. L'innovazione più dirompente, però, colpisce l'intrattenimento casalingo: Sony lancia sul mercato la potentissima PlayStation 4, permettendo a milioni di tifosi di impugnare il joypad per provare a riscrivere la storia sportiva.

Ma il calcio reale sa regalare colpi di scena superiori a qualsiasi videogioco: al minuto 68, İlkay Gündoğan gela il Bayern Monaco e trasforma un calcio di rigore pesantissimo, regalando al Borussia Dortmund l'1-1 e rimandando ogni verdetto a un quarto d'ora dalla fine.

90' - Prezzi: il conto servito dai bavaresi

La vita quotidiana del 2013 scorre con un costo della vita che oggi strappa un sorriso amaro. Gli italiani iniziano la giornata ordinando un caffè al bancone per soli 0,80 euro, e aggiungono 1,20 euro per acquistare il quotidiano sportivo in edicola. Al distributore, un litro di benzina si paga 1,75 euro, mentre la sera basta un biglietto da 6 euro per entrare al cinema e godersi le geniali truffe finanziarie di The Wolf of Wall Street.

Ma lo spettacolo più emozionante e crudele non costa nulla e va in scena al minuto 89 sul prato di Wembley: Arjen Robben si infila magistralmente tra le maglie della difesa giallonera, beffa l'uscita del portiere Weidenfeller e fa rotolare il pallone in rete per il 2-1 definitivo.

Borussia Dortmund v FC Bayern Muenchen - UEFA Champions League Final
LONDRA, INGHILTERRA - 25 MAGGIO: Arjen Robben del Bayern Monaco festeggia con il compagno di squadra Thomas Müller dopo aver segnato un gol durante la finale di UEFA Champions League tra Borussia Dortmund e FC Bayern Monaco, disputata al Wembley Stadium il 25 maggio 2013 a Londra, nel Regno Unito. (Foto di Alex Livesey/Getty Images)

Triplice fisichio: L'eredità di Wembley

Il trionfo bavarese chiude un'annata densa di contrasti estremi, destinata a restare scolpita nella memoria collettiva per decenni. Il 2013 spegne per sempre la voce di Nelson Mandela, gigante della lotta all'apartheid, e contemporaneamente accende le piazze americane con la nascita ufficiale del movimento Black Lives Matter, a difesa dei diritti civili.

In mezzo a questi stravolgimenti sociali, all'era nascente dei social network e ai capolavori cinematografici riversati in TV, la finale di Wembley consacra la totale onnipotenza del calcio tedesco. La zampata finale dell'olandese volante cancella i demoni delle finali perse, spezza per sempre il cuore del Borussia Dortmund di Jürgen Klopp e fissa il Bayern Monaco sul tetto d'Europa, rendendo eterno un anno irripetibile.

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