El Clasico affonda le sue radici più di 120 anni fa, durante la restaurazione borbonica in Spagna: in pochi sanno che quella semifinale del 1902 cambierà per sempre le sorti del calcio europeo
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La magia di Barcellona-Real Madrid
Barcellona-Real Madrid è una delle sfide più importanti nei secoli della storia del calcio. Un punto di rottura fondamentale nelle stagioni dei club e nelle vite degli appassionati. El Clasico è un istante atteso tutto l'anno, quel momento che potrebbe cambiare le sorti delle biografie individuali quotidiane. Quando si pensa a blaugrana contro blancos non esiste attimo in cui non si venga trascinati nel mondo felliniano del sogno e del desiderio. Si rimane catturati in questo luogo sfocato, ambiguo, una loggia nera di Lynch, in cui il soprannaturale entra nel piano del reale e fa entrare la magia nei nostri piccoli mondi. Nel rettangolo verde si notano così "navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione", la potenza ellenica di Cristiano Ronaldo, le brevi danze di Ronaldinho e l'onnipotenza messianica.
Barcellona-Real Madrid in programma domenica sera alle 21 porta con sé questo enorme sistema simbolico-valoriale. Tuttavia, il contesto è più disincantato. Non si vedranno le diavolerie da Inquisizione di Lamine Yamal e forse nemmeno le folate di vento di Kylian Mbappé. Del resto, la partita non ha più molto da dire per questa stagione. Il Barça ha conquistato ufficiosamente il titolo e il Real non ha nulla da raggiungere, solo cocci da riassestare. Questo non toglie l'aura storica del match, uno scontro giocato anche e soprattutto in chiave politica. La calda indipendenza catalana contro la gelida monarchia spagnola. Il primo Clasico è avvenuto proprio in occasione di un evento storico per il Regno di Spagna, l'incoronazione di Alfonso XIII nel 1902.
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