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LA PARTITA STORICA

“La prima volta” di Colombia-Francia: dalla “Coppa dell’Indipendenza” all’ibrida “Garde Noire” francese

Pietro Rusconi
Pietro Rusconi Redattore 

Il primo Colombia-Francia va dunque in scena il 18 giugno 1972. Lo stadio è l'Arena Fonte Nova di Salvador de Bahia, ospitante circa 10 mila spettatori. I galli venivano dalle vittorie contro le due selezioni continentali (5-0 alla CONCAF e 2-0 all'Africa), mentre i cafeteros si trovavano in una situazione meno positiva a livello di risultati. Tuttavia, la partita inizia in salita per i francesi, sorpresi dall'aggressività colombiana. Al 23' proprio Adams commette un ingenuo fallo da rigore che Hernando Piñeros trasformerà. Solo 7 minuti dopo però, il talento del funambolico Charly Loubet permetterà ai bleus di pareggiare la sfida. Qua si inizia a percepire la grande distanza fra le due compagini, con i transalpini che al 33' completano la rimonta col rigore segnato da Marc Molitor.

La Francia continua così ad attaccare, diventando la padrona del match e ristabilendo le gerarchie iniziali. I cafeteros non riescono più a pressare o prendere le misure dei veloci esterni francesi e si lasciano in balìa del possesso transalpino. Così, al 72' arriva il 3-1 sempre dall'estro di Charly Loubet, che sigla la doppietta personale. Ma la Colombia non ci sta a subire un passivo così ampio e a 10' dalla fine accorcia sul 3-2 con il neoentrato Orlando Mesa.

Purtroppo, nessuna delle due compagini strapperà il pass per il girone finale. La Francia arriva a pari punti con l'Argentina ma viene estromessa dal primato per differenza reti. Tuttavia, questo incontro fu il punto di svolta per la Colombia che solo 3 anni dopo raggiunse il secondo posto nella Copa America 1975.

Colombia-Francia che si disputerà fra qualche giorno ha delle assonanze particolari rispetto alla prima sfida del 1972. La partita si giocherà così in un contesto politicamente peculiare che sta usando il calcio come strumento di sportwashing per nascondere le proprie opere guerrafondaie. Inoltre la Francia presenta nella sua rosa un numero ingente di soggettività multiculturali (Mbappé, Dembélé, Cherki, Camavinga etc...), frutto di traslazioni e spostamenti che hanno prodotto una delle nazionali più forti di sempre. Potere e identità proseguono così la loro mescolanza perenne con il calcio e la cultura.