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C'è un pezzo di Napoli che pulsa lontano dalla Campania. Dal 2016 a oggi, il Napoli Club Pinerolo è diventato molto più di un semplice punto di ritrovo: è una comunità di 250 soci che vive ogni partita come se fosse sugli spalti del Maradona. Nato in un bar, oggi è una realtà strutturata, radicata nel territorio e capace di richiamare tifosi di ogni età.
Dietro numeri e crescita, però, c'è soprattutto un'idea precisa di tifo: pulito, familiare, inclusivo. Un'identità che si riflette tanto nell'entusiasmo per le giornate di gioia, come quella indimenticabile dello Scudetto, quanto nel rispetto verso gli avversari. Come ci racconta l'addetto stampa del club, Carlo Skorpion.
Quando è nato e quanti soci conta?
"È nato nel 2016, quest'anno ricorre il nostro decennale. Il nostro club conta 250 soci e ha a disposizione due sale, entrambe fornite di maxi schermo. Abbiamo dovuto raddoppiare la capienza, perché una sala non era in grado di contenere abbastanza persone. Inoltre, siamo presenti al Maradona con il nostro striscione e attivi nel sociale, con varie attività positive. In particolare, io sono abbonato e vado sempre al Maradona. Sono nato e cresciuto di fronte allo stadio, anche se adesso vivo a Torino. È un obbligo.
Poi riavvolge il nastro: "Con il nostro club siamo partiti da zero, all'inizio non c'ero nemmeno. Nei primi tempi ci ritrovavamo in un bar, che ci metteva a disposizione uno spazio per vedere le partite. Adesso, invece, siamo tutta un'altra realtà. E forse siamo addirittura il club più gettonato di tutto il Nord Italia, con una sede importante, una serie di gadget e capi d'abbigliamento ufficiali. Tutti aspetti a cui teniamo molto".
Se un tifoso volesse entrare nel vostro club, che tipo di ambiente troverebbe?
"Un ambiente familiare: da noi vengono donne e bambini. Non a caso abbiamo la quota associativa più bassa di tutta Italia. Ad esempio, per il 25 aprile abbiamo organizzato una grande giornata della pizza, un bel momento di condivisione. Il nostro è anche e soprattutto un club per giovani. Stiamo cercando di introdurli sempre di più, andando a migliorare la qualità del nostro club".
Una rete sempre più strutturata: "Abbiamo degli accordi con alcuni ristoranti di Napoli, in cui abbiamo degli sconti speciali e che sono anche nostri sponsor. Uno di questi, si chiama O' Mar For e gli ho fatto fare addirittura delle divise personalizzate, con la scritta del Napoli Club Pinerolo e lo stemma del ristorante. Ci siamo stati da poco per Napoli-Milan e abbiamo fatto una festa bellissima".
Qual è la partita del Napoli che avete vissuto tutti insieme e vi ha emozionato di più?
"Le ultime partite con Juventus e Inter sono state molto sentite al club. Mentre allo stadio abbiamo passato una bellissima giornata a Verona. A livello sentimentale, però, devo dire che Napoli-Cagliari, che ci ha regalato lo Scudetto dell'anno scorso, mi è rimasta nel cuore. Ero lì al Maradona. Anche l'anno dello Scudetto molti del club erano andati a Udine, nonostante in quel caso fossimo in trasferta".
Che ruolo svolgono i Napoli Club per tenere viva la passione azzurra in giro per l'Italia?
"Stiamo facendo una lotta da tempo per essere riconosciuti dalla società, ma non sembra che ci siano dei grossi passi avanti in questo. Noi rappresentiamo il tifo pulito e vogliamo trasmettere dei valori positivi, godendoci l'evento sportivo e supportando la nostra squadra. Purtroppo, l'anno scorso a Parma volevano aggredirci e ci ha salvati la polizia. Noi siamo pacifici e non riesco proprio a capire tutto questo astio nei nostri confronti. Vorremmo tanto essere riconosciuti, perché portiamo una ventata di napoletanità, senza essere invadenti o rompere le scatole. Per questo lo chiamo 'tifo pulito'".
E ancora: "Purtroppo non è così scontato, anche se dovrebbe essere così. Ad esempio, l'anno scorso a Genova è stato bellissimo. Dopo la partita vinta 2-1, la squadra del Genoa è venuta sotto il settore ospiti ad applaudirci. Questa è una cosa bellissima, con il Genoa c'è un grande rapporto. Il gemellaggio non c'è più, ma è come se non fosse così. Tant'è vero che quando andiamo a Genova siamo di casa. In più, siamo contrari a tifare contro le altre squadre. Andiamo allo stadio per supportare la nostra squadra, non ha senso prendersela con gli altri".
C'è un giocatore del Napoli, attuale o del passato, in cui identificate il vostro club?
"Noi abbiamo Francini, perché viene spesso a Torino. È stato presente anche all'inaugurazione del club. Poi, io ho alcune amicizie con dei giocatori del passato: vivendo vicino allo stadio ero molto legato ad Antonio Careca e Antonio Carannante. Tra quelli del presente, credo che il più rappresentativo sia Scott McTominay. Un po' per quello che ci ha dato lo scorso anno, un po' per come si comporta in campo e per il suo attaccamento alla maglia. Ormai si è napoletanizzato, è il nostro McFratm".
C'è qualcuno del mondo Napoli che invitereste nel vostro club?
"Se venisse McTominay sarebbe un vero sogno, ma purtroppo so bene che non è possibile. Oltre a lui, direi il capitano Di Lorenzo, perché è un vero e proprio simbolo. Del passato, quello che avrei inviato molto volentieri, ma che purtroppo se n'è andato da poco è Giuseppe Savoldi. Ero un suo grande estimatore, ci siamo incontrati a Torino ed è nata una bellissima amicizia. Era il mio idolo sin da quando avevo quindici anni. Per me lui era addirittura più di Maradona, all'epoca. Restando sui grandi del passato, inviterei Antonio Careca, perché ci siamo divertiti insieme ed è nato un bellissimo rapporto".
Qual è il sogno per il futuro del vostro Napoli Club?
"Il sogno è di essere riconosciuti dalla società e avere anche la possibilità di accedere a biglietti e a tagliandi per il nostro club, anche se in numero limitato. Non mi sembra giusto che quando si apre la vendita dei biglietti per le trasferte, noi club non ne riusciamo a trovare, per via di alcuni canali preferenziali che hanno altri".
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