Dalle difficoltà vissute alla gestione del gruppo, Medhi Benatia ripercorre il suo addio all'OM e punta il dito contro i problemi e mediocrità interne
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Medhi Benatia rompe il silenzio e lo fa senza risparmiare critiche all'Olympique Marsiglia. Nell'ultima intervista concessa a France Football, l'ex dirigente ripercorre la sua esperienza nel calcio francese, nel club, affrontando tensioni, responsabilità, gestione del gruppo e soprattutto quelle dinamiche interne che, a suo giudizio, continuano a frenare l'OM.
Benatia sull'OM: "La mediocrità è ancora radicata"
Il bilancio di Benatia parte dalle difficoltà incontrate durante la sua esperienza marsigliese. L'ex difensore non si sottrae alle proprie responsabilità e torna anche sulla fine del rapporto con Roberto De Zerbi, spiegando di sentirsi coinvolto nelle scelte e nei problemi che hanno caratterizzato il progetto: "L'allenatore ha deciso di andarsene perchè non riusciva a trovare la formula affinché la squadra giocasse due partite consecutive con la stessa intensità. Essendo il direttore del calcio, ero responsabile anche io di questo", ha spiegato Benatia. Una presa di responsabilità che però non gli impedisce di contestare alcune dinamiche del club.
È proprio l'ambiente interno il bersaglio principale delle sue parole. Benatia sostiene che alcuni problemi non siano stati risolti e individua nella mentalità del club uno degli ostacoli più importanti: "La mediocrità, purtroppo, è ancora ben radicata". Secondo l'ex dirigente, le difficoltà non riguardano soltanto il rendimento della squadra, ma anche la capacità di costruire continuità e una cultura realmente competitiva. Nel mirino ci finiscono anche i giocatori, dei quali Benatia racconta immagini durante un viaggio in Costa d'Avorio spiegando: "Ho visto i video dei giocatori ballare e cantare. Chiedete al proprietario McCourt se ha voglia di cantare", ha dichiarato Benatia, facendo riferimento ai problemi economici del club, sottolineando anche l'atteggiamento dei giocatori stessi: "Scelgono loro le partite che vogliono giocare bene".
I problemi finanziari del Marsiglia: la posizione di Benatia
Proseguendo nell'intervista, Benatia respinge inoltre le responsabilità attribuitegli sulla situazione finanziaria del club: "Per quelli che sono contenti di scrivere che è stato Benatia a lasciare l'OM in questa situazione economica, con 15 giocatori su 23 da vendere: io cosa centro? I 35 movimenti per mercato esistevano già prima del mio arrivo!", ha tuonato l'ex difensore, sostenendo di aver ereditato una situazione già problematica, soprattutto per quanto riguarda la politica di mercato e la costruzione della rosa.Il passaggio più duro arriva però parlando del suo addio, rivendicando di non aver ricevuto alcun accordo per evitare dichiarazioni pubbliche: "Io, a differenza di altri, non ho chiesto nulla quando ho lasciato il club. Non c'era bisogno di comprare il mio silenzio. La verità non ha prezzo", ha concluso Benatia, con una stoccata piuttosto evidente a chi, secondo lui, avrebbe avuto condizioni economiche o accordi particolari al momento dell'addio all'OM: le principali testate francesi collegano esplicitamente il passaggio alla situazione di Pablo Longoria, ex presidente del club che ha lasciato l'incarico lo scorso aprile.
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