Il Boavista respira ancora. In un venerdì sera carico di tensione, lo storico club portoghese è riuscito a evitare quello che sembrava un destino segnato: la chiusura definitiva delle attività. Il 30 gennaio 2026 segna una data cruciale per la sopravvivenza degli Axadrezado, che hanno effettuato un bonifico di circa 53.000 euro (per l'esattezza 53.371,64 euro) sul conto della massa insolvente, scongiurando l'immediata liquidazione ordinata dal tribunale.
PORTOGALLO
Boavista, pagati altri 53mila euro per evitare il fallimento. Insorgono i creditori scontenti

Boavista salvo sul gong
—La situazione era precipitata nelle ultime settimane. Il club aveva mancato la scadenza originale del 13 gennaio per il pagamento delle spese correnti, un inadempimento che aveva costretto l'amministratrice giudiziaria, Maria Clarisse Barros, ad avviare le procedure formali per la chiusura del club presso il Tribunale di Commercio di Vila Nova de Gaia. Senza la necessità di convocare una nuova assemblea dei creditori, l'amministratrice aveva già il potere di decretare la fine della società. Tuttavia, con un salvataggio in extremis avvenuto proprio questo venerdì, la dirigenza del Boavista ha dimostrato di aver reperito la liquidità necessaria per coprire almeno le spese di gestione del mese di gennaio.

Nonostante il sospiro di sollievo, la guerra per la sopravvivenza è tutt'altro che vinta. Questo pagamento di 53mila euro copre solo le spese correnti, ma non intacca il debito pregresso concordato nel piano di recupero (PER). All'orizzonte c'è già una nuova, incombente scadenza: entro il 6 febbraio, il Boavista deve versare ulteriori 96.000 euro. Questa cifra rappresenta la prima di tre tranche mensili (previste per gennaio, febbraio e marzo) destinate a ripagare i creditori per i debiti scaduti.
Il potenziale investitore
—La speranza per il club campione del Portogallo nel 2001 risiede ora in trattative frenetiche dietro le quinte. Secondo quanto comunicato dalla direzione del club all'amministratrice giudiziaria, il pagamento della prossima rata di 96mila euro dovrebbe essere garantito dall'intervento di un potenziale investitore. Questo misterioso partner avrebbe manifestato un concreto interesse a rilevare e viabilizzare l'attività del club ed è attualmente impegnato in negoziazioni dirette con i creditori.
Per i tifosi del Boavista, abituati a soffrire ma orgogliosi della loro storia ultracentenaria, si tratta di giorni di attesa straziante. Se il deposito di venerdì ha allontanato lo spettro della chiusura immediata ("fecho de portas"), la stabilità del club resta appesa a un filo, condizionata dall'arrivo di nuovi capitali entro la prima settimana di febbraio. La gestione della crisi, guidata dal presidente del club Rui Garrido Pereira e dalla sua direzione, sta tentando il tutto per tutto per mantenere in vita una delle istituzioni più iconiche del calcio lusitano.
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