derbyderbyderby calcio estero Bosnia-Italia, ESCLUSIVA Mrkonja: “Bosniaci affamati, prevedo una gara bloccata. Alajbegovic? Un crack”

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Bosnia-Italia, ESCLUSIVA Mrkonja: “Bosniaci affamati, prevedo una gara bloccata. Alajbegovic? Un crack”

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Alla vigilia del match decisivo per la qualificazione al Mondiale, Haris Mrkonja analizza la sfida: una partita che si preannuncia tattica e bloccata, con i bosniaci affamati e pronti a sfruttare ogni occasione
Stefano Sorce
Stefano Sorce

Ci sono notti che non si limitano a essere giocate: si aspettano, si immaginano, si sentono addosso giorni prima. Martedì 31 marzo, alle ore 20:45, Bosnia-Italia sarà una di quelle notti. Una partita che non vale solo un risultato, ma un pezzo di futuro, di orgoglio e di credibilità per due nazionali che sanno cosa significa restare fuori dal palcoscenico più grande. È il tipo di sfida in cui ogni dettaglio pesa, ogni parola lascia un segno e ogni errore può trasformarsi in rimpianto. L’Italia arriva con il peso della propria storia, la Bosnia con la fame di chi vuole riscriverla. In mezzo, novanta minuti che possono cambiare tutto.

Per capire davvero cosa si muove dall’altra parte del campo, tra orgoglio, motivazioni e quella sottile linea tra rispetto e rivalsa, abbiamo raccolto il punto di vista di Haris Mrkonja, editore della redazione sportiva della TV N1 di Sarajevo, che ci ha concesso questa intervista offrendo uno sguardo autentico e diretto su come la Bosnia ed Erzegovina sta vivendo questa partita.

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    Mrkonja: "L'Italia ha tutto da perdere martedì sera"

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    Ti aspettavi il passaggio del turno contro il Galles oppure è stata una sorpresa? Che tipo di segnali ha dato quella partita?

    "Ho sempre pensato che sarebbe stata una partita equilibrata, tra due nazionali con stili di gioco completamente diversi. Il Galles era il favorito, ma in Bosnia ed Erzegovina nessuno ha guardato la partita senza credere che potessimo vincere. I favoriti sulla carta devono sempre dimostrare di essere migliori sul campo. È vero che tra i tifosi c’era un grande rispetto, forse anche troppo, per alcuni giocatori del Galles, come Harry Wilson o Brennan Johnson, ma tutti credevano che la Bosnia potesse arrivare alla vittoria, a condizione di imporre il proprio stile di gioco, cosa che nel secondo tempo è effettivamente successa."

    In Bosnia si percepisce che la pressione sia tutta sull’Italia dopo le recenti mancate qualificazioni ai Mondiali?

    "Esatto. La Bosnia ed Erzegovina è affamata di grandi competizioni. L’unica volta in cui è riuscita a qualificarsi per un Mondiale è stata nel 2014, e da allora si sono susseguite qualificazioni senza successo. Tuttavia, lo stesso vale anche per l’Italia. È interessante notare che è passato più tempo dall’ultima partecipazione dell’Italia a un Mondiale rispetto alla Bosnia ed Erzegovina. L’Italia ha giocato la sua ultima partita ai Mondiali il 24 giugno 2014, mentre la Bosnia ed Erzegovina il giorno successivo, quindi tecnicamente gli italiani aspettano da più tempo."

    "La domanda però è: chi ha più pressione per qualificarsi? Senza dubbio l’Italia, quattro volte campione del mondo, per la quale un altro fallimento sarebbe uno schiaffo da cui sarebbe quasi impossibile riprendersi. Dall’altra parte, la Bosnia ed Erzegovina può giocare con meno pressione, sapendo di affrontare un’altra favorita sulla carta senza niente da perdere. Credo che di questo ne siano consapevoli anche in Italia."

    Quanto può incidere il fattore campo a Zenica contro una squadra come l’Italia?

    "Zenica una volta era una vera e propria fortezza da cui poche squadre riuscivano a portare via punti. Oggi non è più così. Anche se i giocatori traggono energia e ispirazione dal fattore campo e dal pubblico che sostiene la squadra per tutti i 90 minuti, la qualità del calcio forse non è più al livello di quello che avevamo all’inizio degli anni 2010. All’epoca era quasi impossibile battere la Bosnia ed Erzegovina a Zenica."

    Che tipo di partita ti aspetti: più tattica e bloccata o aperta e fisica?

    "In base alle caratteristiche di entrambe le nazionali, penso che la partita sarà orientata tatticamente. All’inizio probabilmente nessuna delle due squadre vorrà scoprirsi eccessivamente. Inoltre, né l’Italia né la Bosnia ed Erzegovina praticano uno stile di gioco come quello del Galles, con giocatori veloci e un’intensità alta per tutta la durata del match. Credo che questo possa favorire la Bosnia ed Erzegovina, anche se l’Italia, nel complesso, forse dispone di individualità migliori."

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    Bosnia-Italia: "Dzeko è ancora un punto di riferimento per la Bosnia"

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    Quali sono i giocatori dell’Italia più temuti in Bosnia e perché?

    "Direi che si tratta di Donnarumma, Tonali e Kean. Forse è strano inserire un portiere tra i giocatori da temere di più, ma Donnarumma possiede una qualità tale che tra i pali può decidere una partita con grande facilità. Tonali è un giocatore di classe mondiale, un ragazzo che, oltre alla qualità tecnica, dopo due anni in Premier League sa anche come affrontare partite ad alta intensità e inventare giocate capaci di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Kean, invece, con la sua sola fisicità incute rispetto a qualsiasi difesa nel mondo. A mio avviso, questi sono i tre giocatori chiave dell’Italia."

    Quanto è ancora centrale Edin Džeko nel sistema della Bosnia?

    "Edin Džeko, con la sua sola presenza in campo, significa moltissimo, non solo per i tifosi ma anche per i suoi compagni di squadra. Nonostante abbia 40 anni, Džeko è ancora il punto di riferimento di questa nazionale, un uomo con un’esperienza inestimabile nelle grandi partite. Credo che, grazie alla sua esperienza con Roma, Inter e Fiorentina, possa aiutare la Bosnia ed Erzegovina, aiutare il resto della squadra a capire cosa serve per battere l’Italia. Anche se forse non ha più l’esplosività e la resistenza di una volta, per lui basta un solo momento della partita per fare la differenza tra vittoria e sconfitta."

    Quanto stanno emergendo davvero i giovani, in particolare Alajbegovic? Che tipo di giocatore è e che impatto può avere?

    "Alajbegović è un nuovo gioiello, non solo del calcio bosniaco, ma anche europeo. In poco tempo ha conquistato i cuori dei tifosi e attirato l’attenzione di mezza Europa grazie alle sue prestazioni in Austria. Dopo la partita contro il Galles, il Bayer Leverkusen ha deciso di riacquistarlo esercitando la clausola inserita al momento della sua cessione al Salisburgo, ed è molto possibile che vogliano rivenderlo già in estate. Per quanto ne so, diversi club italiani sono interessati a lui."

    Ha ancora molto da imparare? Certamente. Ma un ragazzo di 18 anni che gioca ai massimi livelli del calcio internazionale sarebbe un grande rinforzo per qualsiasi squadra in Europa. E in piu' ha la freddezza di un giocatore di grande esperienza. Non a caso il CT Barbarez gli ha affidato il compito di battere il rigore nell'ultima serie."

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    I punti di forza della Bosnia secondo Mrkonja

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    Oltre a Džeko, quale giocatore della Bosnia può essere decisivo contro l’Italia?

    "Alajbegović e Džeko sono sicuramente, al momento, i due giocatori più in vista per ciò che hanno fatto recentemente con la maglia della nazionale. Tuttavia, non bisogna dimenticare Esmir Bajraktarević, un altro talento giovanissimo attualmente al PSV, che sta costruendo il proprio nome con pazienza, senza saltare nessuna tappa del suo sviluppo. Conoscete bene anche Tarik Muharemović dalla Serie A: è uno dei principali artefici della qualificazione alla finale dei play-off. Haris Tabaković, forse meno conosciuto perché gioca nel ruolo di Džeko, è stato fino a poco tempo fa molto efficace nel Borussia Mönchengladbach."

    "Ci sono poi giocatori come Amar Memić del Viktoria Plzen e Amar Dedić, che attualmente gioca al Benfica sotto la guida di José Mourinho. La Bosnia ed Erzegovina ha un ottimo equilibrio tra giovani ed esperienza, e qualsiasi sottovalutazione potrebbe essere punita. Questo deve servire da avvertimento, altrimenti l’Italia potrebbe ritrovarsi ancora una volta a guardare il Mondiale dal divano di casa, invece di giocare negli Stati Uniti, in Canada e in Messico."

    Per chiudere, ti faccio una domanda su quello che è accaduto durante i rigori di Galles-Bosnia: immagino tu abbia visto quello che hanno fatto Federico Dimarco e Francesco Pio Esposito, che hanno esultato per aver pescato la Bosnia? Cosa ne pensi e, soprattutto, credi che questo possa dare ulteriore carica alla Bosnia?

    "Se ti serve una carica ulteriore oltre al fatto che vincendo vai ai Mondiali, allora c’è qualcosa che non va. Quello che posso dirti è che i giocatori hanno sentito la cosa e un po’ se la sono presa, perché credono che non sia stato un atteggiamento professionale. Ma quelli che se la sono presa di più sono i tifosi, che adesso faranno di tutto. Ti dico questo: se l’Italia non vince, la prima cosa che diranno è che avete perso perché i giocatori italiani erano troppo arroganti. E, a dire il vero, credo che ci sia anche un pizzico di verità in questo."