Romero ha voluto descrivere la terribile situazione di angoscia nella città, che sta anche toccando i calciatori.
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A Ceuta la situazione, a causa della recente crisi migratoria e dei suoi strascichi, è estremamente grave. Nella conferenza stampa che ha preceduto la partita fra Ceuta e UD Las Palmas, l'allenatore dei padroni di casa ha offerto una cruda e dura testimonianza della situazione.
Siempre juntos. Sea donde sea. Pase lo que pase.
— AD CEUTA FC (@ADCeuta_FC) August 16, 2026
Honor y orgullo por nuestra afición.
Gracias a los desplazados y a los que nos animaron desde Ceuta.
La semana que viene en nuestro hogar 🏠 pic.twitter.com/MUeVq7QDf1
Il tecnico del Ceuta denuncia la situazione della città autonoma
Una conferenza stampa particolare, con parole forti e dure. Quelle di Josè Juan Romero, tecnico del Ceuta che milita nella seconda divisione spagnola. L'allenatore, infatti, prima della partita contro l'UD Las Palmas ha voluto sfruttare lo spazio mediatico per denunciare la terribile situazione in cui si vive nella cittadina e la percepita mancanza di sostegno esterno nella gestione di questa enorme emergenza.
Romero ha espresso, senza mezzi termini, profondo disappunto per l'inazione e per la reazione della Spagna di fronte alla gravità della questione: "Continuiamo a essere lo zimbello della Spagna e nessuno fa niente. Rimaniamo in una situazione catastrofica e nessuno fa niente. Inoltre, questo è un Paese in cui manca la solidarietà sotto ogni aspetto. Ci meritiamo quello che ci succede".
L'allenatore ha anche ammesso che quanto sta accadendo ha avuto ricadute anche nello spogliatoio e sta influenzando lo stato mentale della squadra: "È vero che siamo esseri umani e persone prima di essere calciatori e atleti, e questa situazione ci sta destabilizzando e ci sta facendo soffrire tutti".
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