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Sicurezza

Copa del Rey, Siviglia blindata contro la minaccia ultras

Copa del Rey
Oltre 1.200 agenti sorveglieranno la finale tra Athletic e Real Sociedad per evitare scontri tra tifoserie rivali e infiltrazioni di gruppi estremisti.
Danilo Loda
Danilo Loda

Siviglia si trasforma in una fortezza in vista della finale di Copa del Rey tra Atletico Madrid e Real Sociedad. Sebbene l'entusiasmo dei circa 70.000 tifosi arrivati in Andalusia prometta una festa di sport, le autorità spagnole sono in stato di massima allerta. Il dispositivo di sicurezza, pianificato meticolosamente fin dallo scorso gennaio, deve fare i conti con una tensione storica mai sopita. L'odio viscerale che separa le fazioni più radicali, è alimentato dal tragico ricordo dell'omicidio di Aitor Zabaleta. Il tifoso della Real Sociedad fu ucciso a sangue freddo dagli ultras dell'Atletico Madrid nel 1998.

Un piano di contenimento a tre livelli

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Come riporta El Mundo la sicurezza per la finale dei Copa del Rey si poggia su un principio fondamentale: la separazione totale dei flussi. L'ispettore capo Óscar González, responsabile dell'Unità di Intervento di Polizia (UIP), ha predisposto percorsi che impediscano ai sostenitori delle due squadre di incrociarsi prima dell'ingresso a La Cartuja. Le "fan zone" sono state collocate in punti strategici e opposti: quella dell'Atletico nel Parco Alamillo e quella della Real Sociedad nel parcheggio di Avenida Carlos III, con itinerari di accesso allo stadio che conducono direttamente ai rispettivi settori.

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Per blindare l'impianto sono stati previsti tre checkpoint distinti. Il primo, presidiato da veicoli blindati e agenti antisommossa armati, risponde alle esigenze del livello 4 di allerta terrorismo attualmente in vigore nel Paese. Il secondo controllo, situato a venti metri dai tornelli, serve a decongestionare la folla e a effettuare le prime perquisizioni. Ultimo passaggio ai cancelli per garantire che ogni spettatore acceda esclusivamente all'area corrispondente al proprio biglietto.

Copa del Rey: la minaccia delle infiltrazioni ultras

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Nonostante la natura isolata dello stadio La Cartuja ne faciliti il monitoraggio, la vera sfida si gioca nelle strade del centro cittadino. La polizia stima l'arrivo di circa 70 ultras provenienti da San Sebastian e oltre 100 da Madrid, tra i più pericolosi membri del Frente Atletico. Il rischio è che Siviglia diventi il teatro di una "resa dei conti" tra diverse sigle del tifo organizzato. Infatti oltre ai gruppi delle finaliste, l'attenzione è rivolta anche alle fazioni locali dei Biris e dei Supporters Gol Sur, oltre ai Bukaneros del Rayo Vallecano.

Il coordinatore della sicurezza dell'Atletico Madrid, José Luis Tucho, ha espresso chiaramente al El Mundo la preoccupazione degli inquirenti: il timore è che questi gruppi, definiti "codardi che si nascondono tra la folla", possano dare il via a una vera e propria "caccia" contro chiunque indossi la maglia della squadra rivale. L'obiettivo delle forze dell'ordine è intercettare questi nuclei prima che possano mimetizzarsi tra i tifosi pacifici o scatenare scontri simili a quelli avvenuti nel 2024 all'Alameda de Hércules.

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Intelligence e collaborazione dei club

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Per prevenire incidenti, le autorità hanno intensificato le attività di intelligence, sfruttando banche dati aggiornate dopo l'omicidio Zabaleta per tracciare i movimenti dei soggetti più pericolosi. I club hanno fornito una collaborazione preziosa, condividendo liste di nomi e piani di viaggio dei propri sostenitori. Mentre l'Atletico Madrid cerca di minimizzare le preoccupazioni legate agli incidenti passati, la Real Sociedad ha inviato un appello ufficiale ai propri fan chiedendo comportamento civile e rispetto.

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Con oltre 1.200 agenti dispiegati sul territorio, lo sforzo logistico è imponente. La polizia sa che la prevenzione è l'unica arma per evitare scontri tra tifosi. Gli occhi delle forze di sicurezza rimarranno puntati su ogni angolo della città. Questo fino a quando l'ultimo tifoso non avrà lasciato Siviglia dopo il triplice fischio finale.