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Sicuramente non l'inizio di avventura che De Zerbi desiderava col suo nuovo Tottenham, che esce sconfitto dallo Stadium of Light contro il Sunderland guidato da Régis Le Bris, colpevole il marcatore del gol Mukiele, ex Leverkusen e Paris Saint Germain. Il Tottenham ha perso 7 delle ultime 8 partite e ora occupano il diciottesimo posto a forte rischio retrocessione, ma nonostante i pochissimi giorni a disposizione per trasmettere la sua idea di calcio, si sono visti i primi sprazzi del suo gioco con costruzione dal basso esasperata e la continua ricerca del terzo uomo.
Il debutto ha confermato che il problema non è solo tecnico, ma d'identità. Infatti anche in passato allenatori come Antonio Conte e Josè Mourinho si lamentarono di questo, con Conte che puntò il dito contro la cultura del club, affermando che agli Spurs sono "abituati a non giocare sotto pressione" e che cambiare allenatore non serve se non cambia l'atteggiamento dei giocatori e la mentalità della proprietà, che non vince nulla da vent'anni. De Zerbi dovrà essere bravo a spogliare i suoi giocatori dai panni dei buoni giocatori per indossare quelli dei lottatori. La rincorsa alla salvezza è appena iniziata, ma dopo la sconfitta di Sunderland, il margine d'errore per l'ex tecnico di Brighton e Sassuolo è già ridotto allo zero.
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Roberto De Zerbi si trova a gestire la stessa eredità pesante di una squadra che, nonostante gli investimenti e il talento, sembra mancare di quell'anima competitiva che anche gli ex allenatori plurititolati non sono riusciti a infondere nel periodo passato a Londra.
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