Intervistato al podcast The Bridge insieme a Mbappé e Tchouameni, Achraf Hakimi ha raccontato del perché ha scelto il Marocco anziché la Spagna. Il terzino del PSG si è trovato diverse volte davanti a questo bivio prima di prendere la scelta definitiva.
LE DICHIARAZIONI
Hakimi esclusivo al podcast The Bridge: “Ecco perchè ho detto no alla Spagna”


"Il Marocco la scelta più naturale"
—Hakimi è uno dei terzini più forti al mondo, e in Marocco sono contenti di poter fare affidamento su di lui. Grazie anche alle prestazioni del calciatore infatti, il Marocco ha raggiunto una storica semifinale ai mondiali in Qatar e ha vinto - a tavolino e tra mille polemiche - l'ultima Coppa d'Africa. Intervistato al podcast The Bridge, il terzino ex Inter ha raccontato di cosa lo ha portato a scegliere di rappresentare il Marocco anziché la Spagna. "La Spagna mi ha chiamato diverse volte. Ero al Real Madrid. Il Real Madrid mi disse: ‘Perché non vai ad allenarti? Fai ciò che senti’".
Achraf accettò l'idea del provino: "Sono andato, ho fatto un provino e non mi sono sentito a mio agio con la Spagna." La Spagna non era la scelta giusta per il calciatore: "Sono andato, ho fatto un provino e non mi sono sentito a mio agio con la Spagna". Poi continua: "E mi sono detto che la scelta più naturale per continuare la mia carriera e anche per i miei genitori fosse scegliere il Marocco". Per il terzino la scelta della nazionale è una questione istintiva, naturale: "Come ha detto Mbappé, è una decisione che devi sentire dentro. La prendi perché ti farà sentire a tuo agio ed è una questione personale".
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Hakimi e Mbappè: amici e rivali
—Anche Kilian Mbappè ha affrontato il tema della scelta della nazionale, avendo egli stesso potuto scegliere di giocare con il Camerun o l'Algeria date le sue origini. "I giocatori dovrebbero scegliere prima. Io sono nato in Francia e sono francese. Non è come un club, dove si tratta di un progetto sportivo." I due sono diventati molto amici durante la convivenza al Paris Saint Germain, ma ora si trovano ad essere rivali sia per i loro club che per le nazionali. Entrambi hanno affermato che, quando c'è di mezzo un pallone, non c'è amicizia che tenga. Il marocchino ha anche scherzato sull'ipotesi di una sfida in finale contro l'amico-rivale. Se l'attaccante francese si trovasse da solo verso la porta: "Gli procurerei un infortunio - ride Hakimi - e poi lo lascerei al mio fisioterapista". Secca la risposta di Mbappè: "In campo non ci sono fratelli". Chissà se questo scenario diventerà realtà nei prossimi mondiali.
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