derbyderbyderby calcio estero Il “dramma colazione” di Altidore al Villareal: “Per 6 mesi ero affamato”

SPAGNA

Il “dramma colazione” di Altidore al Villareal: “Per 6 mesi ero affamato”

Il “dramma colazione” di Altidore al Villareal: “Per 6 mesi ero affamato” - immagine 1
Dall'abbondanza alle dosi giuste, l'impatto per l'attaccante fu "traumatico"
Michele Massa
Michele Massa

L’adattamento a un nuovo campionato non passa solo dal campo, ma anche dalla vita quotidiana. Lo sa bene Jozy Altidore, che ha raccontato un curioso aneddoto legato alla sua esperienza con il Villarreal. L’attaccante statunitense ha ricordato il suo primo vero “shock culturale” vissuto in Spagna, legato a un aspetto tanto semplice quanto fondamentale: la colazione.

Il raccondo Altidore e il retroscena mattutino col Villareal

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“Non dimenticherò mai la mia prima colazione. Scendo e trovo piccoli pezzi di toast, prosciutto e formaggio. E io mi chiedevo: dove sono i cereali? Dove sono le uova?”. Un impatto decisamente diverso rispetto alle abitudini americane, molto più ricche e abbondanti soprattutto al mattino. Per Altidore, abituato a colazioni sostanziose, il cambiamento non è stato affatto semplice.

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“Non c’era niente di tutto questo. Mi sono svegliato affamato per sei mesi. Ero sempre affamato. Niente bagel, niente di tutto ciò. Tutto è… proporzionato”. Il racconto, tra il divertito e il nostalgico, mette in luce una differenza culturale spesso sottovalutata: in Spagna – e in generale nel Sud Europa – la colazione è molto più leggera rispetto agli standard statunitensi, privilegiando semplicità e porzioni ridotte.

Durante la sua esperienza al Villarreal CF, Jozy Altidore non è mai riuscito a imporsi stabilmente, vivendo una parentesi breve ma significativa della sua carriera europea. Arrivato nel 2008, il suo impatto in Liga è stato limitato: 6 presenze e 1 gol nel massimo campionato spagnolo, a cui si aggiungono alcune apparizioni nelle coppe, per un totale complessivo di circa 8 presenze e 1 rete ufficiale con il Villarreal.

Un dettaglio apparentemente banale, ma che può incidere anche sulla routine di un atleta professionista, soprattutto nei primi mesi di ambientamento. Non solo lingua, calcio e tattica: anche il cibo diventa parte integrante del processo di adattamento. Un aneddoto che strappa un sorriso, ma che racconta bene quanto possa essere complesso, anche fuori dal campo, il passaggio da un continente all’altro.