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Brutto episodio quello avvenuto durante la partita tra il Messico e il Portogallo, altra amichevole fra nazionali di questo fine settimana. Il match è terminato con un pareggio a reti inviolate ed è rimasto macchiato dai cori omofobi lanciati dai tifosi messicani. Cori indirizzati al portiere della propria squadra Rangel e per giunta alla presenza di Gianni Infantino, presidente della FIFA.
Ha dell'incredibile, e potrebbe anche avere pesanti conseguenze, quanto accaduto ieri allo Stadio Azteca di Città del Messico. Si giocava una delle tante amichevoli fra nazionali organizzate dalla FIFA: Messico contro Portogallo. Il gioco non ha regalato grandi emozioni agli spettatori presenti nello storico stadio e il match si è chiuso con un pareggio senza reti. A tenere banco sono stati i tifosi di casa che, più volte, hanno intonato dei cori omofobi. Le orribili frasi erano indirizzate all'estremo difensore della formazione allenata da Javier Aguirre, Rangel che gioca nel Guadalajara. Secondo un sito web messicano i tifosi hanno lanciato questi cori per esprimere la loro insoddisfazione riguardo alla convocazione di Rangel: vorrebbero il ritorno dell'eterno Guillermo Ochoa, che ha difeso la porta del Messico ai mondiali del 2010, 2014, 2018 e 2022.
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Ad aggravare la già pessima situazione c'è anche il fatto che Gianni Infantino, presidente della FIFA, era presente all'Azteca che è stato da poco ristrutturato, visto che il Messico è uno dei paesi che ospita il Mondiale. Ma non solo. L'organizzazione dello stadio non ha attivato il protocollo antirazzismo e i tifosi responsabili degli insulti non sono stati fermati o identificati. Per cercare di limitare il danno, infatti, si è cercato di coprire i cori con la musica degli altoparlanti, ma tale misura non ha funzionato e i tifosi erano perfettamente udibili. Come conseguenza di tutta questa situazione il Messico rischia ora una multa salata.
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