Nel paese africano è in corso una grave epidemia. Il direttore esecutivo della task force per il Mondiale fa luce sulla situazione.
Terrorismo nella Repubblica democratica del Congo: i giocatori non cantano l'inno...
Si complica la situazione riguardante la nazionale della Repubblica Democratica del Congo in vista del Mondiale. Una epidemia di ebola, scoppiata nel paese africano, ha causato lo spostamento in Belgio del ritiro della squdra. Ma non solo: i giocatori dovranno passare tre settimane in quarantena prima di poter andare negli USA.
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Congo: l'ebola mina il viaggio del Congo al Mondiale
Una epidemia di ebola sta mietendo vittime in Congo, Sudan e Uganda. L'OMS ha già dichiarato una emergenza sanitaria internazionale e la situazione, decisamente complessa, ha creato problemi alla nazionale della DRC. La squadra, agli ordini di mister Sebastien Desabre si sarebbe dovuta riunire in ritiro nella capitale Kinshasa. Il ritiro è stato annullato e spostato in Belgio, per ovvie ragioni di sicurezza sanitaria. Ma non è tutto: gli Stati Uniti, infatti, hanno introdotto delle restrizioni per gli ingressi di chi arriva dalla DRC, dall'Uganda e dal Sudan.The Democratic Republic of Congo's World Cup squad have been told to isolate for 21 days before they can enter the US because of the Ebola outbreak.
— Match of the Day (@BBCMOTD) May 23, 2026
DR Congo are training in Belgium after their training camp - scheduled to take place in Kinshasa - was cancelled. pic.twitter.com/H3V0zX4jWC
21 giorni di isolamento: Mondiale a rischio?
La notizia è di poco fa: il Congo dovrà rimanere in quarantena per ben 21 giorni. Tre settimane. Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per la Coppa del mondo, ha spiegato la situazione ad ESPN: il gruppo squadra dovrà rimanere nella sua bolla, in Belgio. Si tratta, quindi, di una vera e propria quarantena preventiva che non deve essere violata. Il rischio è quello di non poter prendere parte al torneo. "Abbiamo detto molto chiaramente al Congo che devono mantenere l'integrità della loro bolla per 21 giorni prima di poter arrivare a Houston l'11 giugno", ha dichiarato Giuliani ai microfoni di ESPN aggiungendo anche che sia la FIFA che il governo del paese africano sono a conoscenza della questione.La FIFA, dal canto suo, sta mantenendo la calma. Tutti i giocatori, infatti, risiedono fuori dal paese africano e non sarebbero a rischio contagio. La stessa cosa non vale, però, per diversi membri dello staff che, infatti, dovranno stare in una bolla diversa. "Abbiamo chiarito al governo congolese che devono mantenere la bolla, altrimenti rischiano di non poter viaggiare negli USA. Non potremmo essere più chiari di così. Se dovessero arrivare e qualcuno di loro dovesse manifestare sintomi, metterebbero a rischio la possibilità per l’intera squadra di partecipare a questa Coppa del Mondo", hanno commentato dall'organo di governo del calcio mondiale.
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