L'attaccante del Napoli ha rivelato che avrebbero preferito Henry.
Belgio, la carica di Lukaku per lo scudetto: "Ora vinciamo un titolo con i nostri club"
Romelu Lukaku, attaccante del Napoli e della nazionale del Belgio, ha rivelato, in una intervista al quotidiano belga La Dernière Heure, dei retroscena riguardo alla disastrosa spedizione al Mondiale del 2022 raccontando di uno spogliatoio nel caos a causa delle scelte tattiche di Tedesco.
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Lukaku: "Tutti volevamo Thierry Henry"
Lukaku ha raccontato la crisi della nazionale belga in una lunga intervista concessa ad un giornale belga. Una crisi esplosa con il fallimento della spedizione al Mondiale in Qatar nel 2022 e poi proseguita nel 2024, all'Europeo, con il tecnico che sostituì Roberto Martinez: Domenico Tedesco, arrivato nel 2022. Secondo il centravanti ex Manchester United, il gruppo squadra avrebbe voluto, infatti, che il successore di Martinez fosse colui che era stato anche il suo vice, Thierry Henry: "Avevamo bisogno di Henry. Ci avrebbe responsabilizzato per i nostri errori. In Qatar, dopo l'eliminazione, ci siamo consultati e tutti eravamo concordi su Henry".Romelu Lukaku reveals he ‘apologised’ to Antonio Conte before returning to Belgium for individual training in April, and even though the Belgian striker is ‘grateful’ to Napoli, he hopes to play under the Italian tactician again in the future. pic.twitter.com/7zaTAKRn9f
— Football Italia (@footballitalia) May 27, 2026
Le critiche a Tedesco
L'ex attaccante dell'Inter, inoltre, ha detto che gli Europei del 2024 furono "una perdita di tempo. C'era un piano tattico che non avrebbe funzionato. Bastava chiedere a De Bruyne". Il Belgio fu poi eliminato dalla Francia agli ottavi di finale. Lukaku descrive anche quello che fu un vero e proprio controsenso. L'ottima atmsofera all'interno dello spogliatoio: "In tutti i tornei a cui ho partecipato, non ho mai vissuto un'atmosfera così positiva tra i giocatori".
Secondo Lukaku, infine, la transizione da Martinez e Tedesco fu troppo rapida e male organizzata: "Al primo ritiro, io e Thibaut (Courtois) ci siamo guardati intorno e non abbiamo più visto nessuno della vecchia squadra. È stato uno shock... Con Roberto Martinez, prima della partita entravamo negli spogliatoi e la domanda era: 'Quanti gol segneremo oggi?' Si gioca così per cinque anni di fila. E poi, boom, tabula rasa. Era il modo giusto di fare le cose?"
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