L'ultimo atto del Mondiale 2026 sarà Spagna-Argentina, la sfida generazionale tra Yamal e Messi: anche l'Inter protagonista della finale
Messi, lo hai fatto ancora! Esultanza liberatoria e finale conquistata
L'epilogo di questo Mondiale tra Spagna e Argentina rappresenta l'apice di una competizione che si è sviluppata in modo assolutamente inedito rispetto al passato. Non solo si tratta di un incrocio mai visto prima in una finale, ma l'intera manifestazione si è distinta per un numero elevatissimo di nuovi record che passeranno alla storia. Un ulteriore elemento di eccezionalità è dato dalla permanenza in corsa, fino alle ultimissime battute, di quasi tutti i giocatori simbolo: Messi, Mbappé e Kane sono arrivati fino in fondo, e ora c'è grande attesa per poter ammirare il vero talento di Yamal proprio nell'ultimo atto. La sfida metterà di fronte la squadra campione d'Europa in carica e la nazionale campione di Copa America e Mondiale.
Spagna-Argentina, due filosofie a confronto
Individuare con certezza una squadra favorita risulta oggi molto complicato. Le due formazioni esprimono filosofie calcistiche completamente diverse: l'Albiceleste affida le proprie speranze di successo a Lionel Messi, unito alla grande capacità di combattimento del resto del gruppo; la Roja, al contrario, funziona come una vera e propria cooperativa in cui ogni singolo elemento, che parta titolare o subentri dalla panchina, ha compiti precisi e sa esattamente come muoversi.A livello di statistiche personali, Messi si appresta a giocare la sua terza finale da titolare. Si tratta di un record assoluto, perchè anche Cafu partecipò a tre finali, ma senza disputarle tutte dal primo minuto. Sulle panchine, Luis De la Fuente affronterà la sua prima finale mondiale, pur avendone già vinta una a livello europeo, mentre Lionel Scaloni vivrà la sua seconda finale iridata di fila. In caso di trionfo sudamericano, l'allenatore argentino riuscirebbe a eguagliare il primato del leggendario Vittorio Pozzo, finora l'unico mister a vincere due Mondiali consecutivi (alla guida dell'Italia nei tornei del 1934 e del 1938). L'ultima suggestione storica: erano novant'anni che non si assisteva a una finale tra due Paesi che condividono la medesima lingua, evento accaduto in precedenza unicamente nella sfida tra Uruguay e Argentina.
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Il record storico dell'Inter al Mondiale
A margine delle questioni di campo, la finale evidenzia anche un notevole primato legato alle squadre di club. Per la dodicesima edizione consecutiva, l'ultimo atto del Mondiale vedrà in campo almeno un calciatore di proprietà dell'Inter, e in questo specifico caso si tratta ovviamente di Lautaro Martinez. La società nerazzurra è l'unica al mondo a poter vantare una striscia di tale lunghezza. Fino a qualche ora fa resisteva anche il Bayern Monaco, ma la sconfitta subita dalla nazionale inglese di Harry Kane ha estromesso definitivamente il club bavarese da questa speciale classifica.
Lautaro si sta rivelando fondamentale sia per le sorti della Nazionale argentina che per quelle dell'Inter, sebbene Scaloni gli abbia preferito nelle ultime uscite Julian Alvarez. L'attaccante nerazzurro potrebbe fare ritorno a Milano fregiandosi nuovamente del titolo di campione del mondo, ma in questa occasione avrebbe il merito di averlo conquistato da vero protagonista.
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